· Città del Vaticano ·

Parigi ripiomba nella paura

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Cinque fermi dopo l’attacco terroristico contro l’ex sede di «Charlie Hebdo»

26 settembre 2020

«È un nuovo sanguinoso attacco contro il nostro Paese, contro dei giornalisti». Con queste parole il ministro dell’Interno francese Gerald Darmanin ha commentato ieri l’attacco avvenuto davanti all’ex redazione di «Charlie Hebdo». «Si tratta chiaramente di un attentato islamista» ha spiegato Darmanin. Ieri sera altre 5 persone sono state fermate e interrogate insieme ad Alì H., l’autore dell’attentato, e al presunto complice algerino. Uno dei fermati è stato rilasciato questa mattina.

Alì H. è un diciottenne pachistano, immigrato regolarmente in Francia. Era già noto alle forze dell’ordine per possesso di arma non autorizzata. Ieri mattina è entrato in azione proprio davanti all’ex redazione del giornale, in boulevard Richard Lenoir, lo stesso luogo in cui avvenne l’attacco nel gennaio 2015. Il ragazzo ha ferito con un’accetta quattro persone per poi darsi alla fuga. Sceso nella metropolitana alla fermata Richard Lenoir, è stato arrestato poco dopo, in piazza della Bastiglia. Negli scorsi giorni «Charlie Hebdo» era stato oggetto di nuove gravi minacce, in particolare da parte di Al Qaeda.

Il premier francese, Jean Castex, ha ribadito la «ferma volontà di lottare con tutti i mezzi contro il terrorismo». Immediata la reazione dell’Unione europea. «Non c'è posto per il terrore nel territorio europeo» ha detto il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel, commentando l’attacco su Twitter. «Piena solidarietà col popolo francese» di fronte «a questa nuova prova». Solidarietà è stata espressa da tutti i governi dell’Unione.