· Città del Vaticano ·

Governo e ribelli concordano il rilascio di oltre mille prigionieri

Nello Yemen passo in avanti verso la pace

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28 settembre 2020

Svolta nello Yemen. Le parti coinvolte nel conflitto — il governo legittimo riconosciuto dall’Onu e i ribelli huthi — hanno concordato ieri uno scambio di 1.081 prigionieri. L’intesa è giunta al termine di una settimana di colloqui in Svizzera sotto l'egida delle Nazioni Unite. Ad annunciarlo è stato l'inviato speciale Onu per lo Yemen, Martin Griffiths. Questo scambio di prigionieri — ha detto — «è il più importante nella storia del conflitto». Griffiths ha inoltre indicato che «le delegazioni hanno deciso di incontrarsi per negoziare ulteriori rilasci di detenuti». «Sappiamo tutti che ora è fondamentale muoversi rapidamente e con decisione verso l'attuazione dell'accordo firmato in Svizzera» ha sottolineato l'inviato dell'Onu. Si spera che questo possa essere un primo passo verso un cessate il fuoco duraturo.

Nel dettaglio l'accordo, che dovrebbe essere completamente realizzato nelle prossime due settimane, riguarda il rilascio di «681 ribelli e 400 membri delle forze governative e alleate, tra cui 16 sauditi e 4 sudanesi» ha detto alla France Presse la delegazione governativa. Secondo un membro della delegazione, il rilascio del fratello del presidente yemenita Abedrabbo Mansour Hadi, il generale Nasser Mansour Hadi, è stato rinviato.

Il Comitato della Croce Rossa internazionale supervisionerà il ritorno dei prigionieri alle loro famiglie. «Questo rilascio allevierà le sofferenze di molti detenuti e di molte famiglie che hanno aspettato così tanto per essere riuniti» ha detto Fabrizio Carboni, rappresentante del Comitato della Croce Rossa internazionale in Medio Oriente. «In qualità di intermediario neutrale siamo pronti ad assistere nelle operazioni di rilascio» ha aggiunto. Il funzionario ha quindi descritto l'accordo come «un passo molto positivo» ma ha invitato le parti a «concordare rapidamente le fasi del rilascio, le questioni logistiche e le garanzie di sicurezza in modo che questo accordo possa diventare al più presto realtà». Carboni ha anche indicato che la Croce Rossa è «convinta che questo accordo aiuterà a rinnovare i colloqui di pace».

Il conflitto nello Yemen ha causato decine di migliaia di morti, per lo più civili, provocando quella che l'Onu ha descritto come la peggiore crisi umanitaria del mondo. Il Paese manca di tutto: infrastrutture, scuole, ospedali. E la pandemia di coronavirus ha ulteriormente peggiorato questo scenario.