· Città del Vaticano ·

Le api danzanti

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La Chimica della Fede

05 settembre 2020

Nel 1973, insieme al famoso Konrad Lorenz, fu insignito del Premio Nobel per la medicina un altro eziologo austriaco, Karl von Frisch, che aveva dedicato la sua vita a studiare le api, notandone un comportamento molto peculiare. All’arrivo nelle loro arnie, le api erano dirette da altre api che fungevano da controllori di volo e, un po’ come succede sulle portaerei quando atterrano i cacciabombardieri, le api di ritorno dovevano fare rapporto. Se l’ape di ritorno all’arnia non era ricoperta di polline, infatti, le era permesso di entrare per riposarsi. Al contrario, le api piene di polline venivano sottoposte ad un controllo speciale. Le api sul ponte si mettevano attorno alla nuova arrivata, che iniziava a ballare formando una sorta di otto o semi otto. Von Frisch dimostrò che la posizione centrale della diagonale fra i due cerchi dell’otto rappresentava l’angolo fra il sole e la fonte del nettare che aveva scoperto. Il numero di giri che l’ape effettuava era poi una misura della distanza dell’obbiettivo. Ricevute le coordinate, dunque, le api in partenza decollavano nella direzione giusta e tornavano a loro volta a casa piene di polline, creando un circolo virtuoso, fino all’esaurimento della sorgente di cibo.  

Grazie a questo scambio di informazioni, le api migliorano di gran lunga la loro probabilità di trovare energia, evitando dispendiose esplorazioni casuali. Inoltre, sono efficienti anche nello scambio delle informazioni. Anche se volano in tre dimensioni, scambiano solo dati bidimensionali; restando infatti sempre ad un’altezza di volo abbastanza costante, una volta sul luogo designato, l’olfatto fornisce loro l’ultima coordinata, quella dell’altezza.

Oggi sono stati delucidati i complessi meccanismi biochimici di questo linguaggio, anche se alcuni elementi rimangono controversi. La lezione della danza a forma di otto delle api è comunque questa: l’informazione è essenziale, il suo scambio ancora di più. O meglio: l’informazione è veramente utile solo se può essere comunicata e la comunicazione migliore è quella essenziale.

di Carlo Maria Polvani