· Città del Vaticano ·

La Nato cerca di mediare

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Nelle tensioni tra Grecia e Turchia nel Mediterraneo orientale

04 settembre 2020

La Nato propone colloqui per cercare di risolvere la pericolosa escalation nel Mediterraneo orientale. «Dopo le mie discussioni con i leader di Turchia e Grecia, i due Alleati hanno concordato di avviare colloqui tecnici presso la Nato per stabilire meccanismi per una de-escalation militare in modo da ridurre il rischio di incidenti e infortuni nel Mediterraneo orientale» ha dichiarato in una nota il segretario generale dell’Alleanza atlantica Jens Stoltenberg. «Rimango in stretto contatto con tutti gli Alleati coinvolti per trovare una soluzione nello spirito di solidarietà della Nato» aggiunge Stoltenberg.

Tuttavia, da Atene è arrivata una secca smentita. Al momento — si legge in una nota dell’esecutivo greco — non sono in programma colloqui con la Turchia sulle tensioni mediterranee. «I nostri partner europei hanno già stilato un elenco di sanzioni e stanno chiedendo ad Ankara di procedere ad una de-escalation, altrimenti le attiveranno» ha detto il portavoce del governo greco, Stelios Petsas.

Linea dura anche da Ankara. «La Grecia, Cipro e i Paesi che li sostengono agiscono in maniera tale da aumentare la tensione e rendere il problema irrisolvibile» ha detto ieri il presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan, nel corso di una riunione in videoconferenza con il cancelliere tedesco, Angela Merkel. Erdoğan, citato dall’agenzia di stampa Anadolu, ha elogiato gli sforzi della Merkel per contribuire alla soluzione del problema, definendo «inaccettabile» il sostegno dato da alcuni Paesi «all’atteggiamento egoista e ingiusto della Grecia».

Nelle tensioni tra Turchia e Grecia s’intrecciano questioni geopolitiche, economiche ed energetiche. Alla base dell’escalation c’è soprattutto una grossa rivalità per le risorse di gas e greggio. La Turchia ha sviluppato negli scorsi mesi un ampio piano di esplorazioni alla ricerca di gas e petrolio nel Mediterraneo orientale. Tutto questo non è piaciuto alla Grecia, che ha risposto schierando navi e stringendo un accordo di partnership con l’Egitto. Al centro ci sono i diritti di esplorazione e perforazione, nonché i confini marittimi.

Un terzo paese Nato, la Francia, è stato coinvolto, schierandosi con i greci. Inoltre, secondo fonti di stampa, un piccolo numero di aerei da guerra F-16 degli Emirati Arabi Uniti sarebbe stato in una base aerea a Creta per esercitazioni con le controparti greche. La Turchia, dal canto suo, ha deciso di prolungare le esplorazioni. «Noi non cerchiamo di attizzare le tensioni; vogliamo solo difendere i nostri diritti e interessi» ha detto il ministro della Difesa turco Hulusi Akar.