· Città del Vaticano ·

La Bibbia letta dalle donne

Rogier van der Weyden, «Visitazione» (1435-1440)

Donne e uomini nella Chiesa/5

24 settembre 2020

Un libro raccoglie i contributi di ventuno teologhe riformate e cattoliche


La Parola di Dio contenuta nella Scrittura è definitiva e irrevocabile; nulla può esserle aggiunto o tolto e la Chiesa ha il compito di custodirla e di trasmetterla immutata di generazione in generazione. Tuttavia, la sua comprensione è soggetta a un continuo approfondimento che conduce a scoprire e a mettere in luce aspetti prima non evidenti, consentendo letture sempre più ricche e articolate. In questo incessante processo è necessario tenere conto sia del testo che del contesto, dell’autore sacro e dei lettori che si accostano a queste pagine. La considerazione del contesto dell’autore è fondamentale per saper discernere quello che è autentica parola rivelata dalle influenze storiche e socio-culturali dello scrittore sacro, mentre quella del contesto dei lettori permette di comprendere perché essi possano accostarsi al testo muovendo da prospettive nuove e differenti rispetto a quelle del passato.

Non vi è dubbio che lungo quasi duemila anni di cristianesimo la lettura della Sacra Scrittura sia stata effettuata quasi esclusivamente da soggetti maschili che hanno fornito la loro interpretazione anche dei numerosi passi nei quali sono protagoniste le donne e queste esegesi non sono certamente da rifiutare, ma possono essere validamente integrate quando sono le donne stesse a riflettere su quello che la Scrittura dice di loro.

Da poco più di un secolo le donne hanno iniziato ad accostarsi autonomamente alla Bibbia e il pensiero femminile e/o femminista ha apportato nuove chiavi interpretative che aprono inedite prospettive nella comprensione del testo. Un recentissimo libro a cura di Élisabeth Parmentier, Pierrette Daviau e Lauriane Savoy, La Bibbia delle donne (Piemme, Milano, 2020, pagine 304, euro 18,50), che raccoglie i contributi di ventuno teologhe riformate e cattoliche, si colloca su questa linea di lettura femminile/femminista e può offrire preziosi spunti per fare affiorare significati che la sensibilità femminile riesce a porre in primo piano.

Due motivi, presenti nell’introduzione, meritano di essere sottolineati perché sono di grande aiuto per comprendere la natura di questo testo e per aprire la strada a ulteriori ricerche. In primo luogo, il libro è scritto da donne per donne, ma si avvale altresì delle ricerche esegetiche e teologiche di uomini ed è indirizzato anche a lettori di sesso maschile per stimolare il loro interesse per queste indagini volte a valorizzare la presenza femminile nella Scrittura. In seconda istanza, citando testualmente, l’opera intende mostrare che «non occorre rifiutare la Bibbia se siamo femministe, come non c’è bisogno di rifiutare il femminismo se siamo cristiane» (pag. 15).

Al di là, quindi, di letture ripetitivamente tradizionaliste, da una parte, o pregiudizialmente anticristiane, dall’altra, vi è lo sforzo onesto di coniugare l’apporto dell’esperienza delle donne con la ricchezza della Parola contenuta nel testo sacro. L’attenzione è portata su numerosi passi nei quali le donne sono protagoniste e la loro lettura, scevra da pregiudizi, consente di far affiorare un enorme potenziale di gioia e di liberazione per il sesso femminile, al di là di letture patriarcali e maschiliste che, talvolta, lungo i secoli, ne hanno occultato l’autentico messaggio, lontano da qualsiasi forma di misoginia.

Ritorna qui l’importanza del contesto in cui i testi sono accostati ed è proprio la sensibilità e le esperienze delle donne che permettono alle autrici del volume di gettare una nuova luce su di una ricchezza che è sempre da esplorare più in profondità.

Si parla qui di una Bibbia delle donne, ma, in realtà, andando oltre rispetto all’apporto del libro in questione, in prospettiva non è questo l’obiettivo ultimo, bensì quello di pervenire a letture e interpretazioni che sempre di più si avvalgano del contributo di tutto il popolo di Dio, accostando le voci femminili a quelle maschili, per cogliere sempre più fedelmente ciò che la parola di Dio vuole trasmettere a tutte le generazioni di cristiani.

di Giorgia Salatiello