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Kabul: attentato contro il vice presidente afghano

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Almeno dieci vittime nell’esplosione che ha investito un convoglio mentre attraversava il centro della capitale

09 settembre 2020

Il terrorismo torna a colpire in Afghanistan. Almeno dieci persone sono state uccise e dodici ferite oggi in un attentato dinamitardo contro il convoglio di Amrullah Saleh, il primo vice presidente dell'Afghanistan noto per la sua ostilità nei confronti dei talebani. Il convoglio stava attraversando il centro della capitale, Kabul. Al momento, nessuna rivendicazione.

«Questa mattina, mentre andavamo al mio ufficio, il nostro convoglio è stato attaccato. Sto bene, ma alcune delle mie guardie sono state ferite» ha detto Saleh in un video pubblicato su Facebook, la mano coperta da una benda. «Ho ustioni sul viso e sulla mano» ha aggiunto l'ex capo dei servizi segreti afgani. In un’intervista concessa ieri sera a Tolo News, Saleh aveva accusato i talebani di «essere terroristi». Il presidente afghano Ashraf Ghani ha condannato l'attacco.

Akmal Samsoorn, portavoce del ministero della Salute, ha detto all'Afp che dieci corpi e 12 feriti sono stati portati negli ospedali della capitale. Il portavoce del ministero dell'interno Tareq Arian ha confermato l'attacco, dicendo che finora sono stati segnalati due morti e 12 feriti. «L'esplosione di oggi non ha niente a che fare con noi» ha detto il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid interrogato dall'Afp. Secondo un membro dello staff del vicepresidente, che ha parlato con la Reuters in condizione di anonimato, un attentatore suicida si è fatto esplodere vicino al convoglio mentre Saleh si recava nel suo ufficio. Testimonianze raccolte riferiscono che anche un negozio che vende bombole di gas vicino al luogo dell’attacco avrebbe preso fuoco, provocando l'esplosione delle bombole.

Noto per le sue posizioni ostili contro i talebani, Saleh era uscito illeso da un precedente tentativo di omicidio la scorsa estate durante la campagna presidenziale, quando un attentatore suicida e uomini armati avevano attaccato i suoi uffici. L'attacco aveva provocato almeno 20 morti, la maggior parte civili, e 50 feriti. Saleh aveva puntato il dito anche contro l’intelligence pakistana, a suo avviso coinvolta nell’attentato. «Sono un obiettivo molto, molto legittimo», aveva detto Saleh in un’intervista del 2009 a una rete televisiva statunitense, rivendicando il suo impegno contro il terrorismo.

Intanto, la Nato ha condannato fermamente l’attacco nel centro di Kabul. In un post su Twitter l’ufficio dell’Alto rappresentante civile della Nato in Afghanistan ha detto che «i nemici della pace continuano a ignorare la volontà del popolo afghano di fermare la violenza e avviare negoziati intra-afgani. La Nato sta con le forze di sicurezza nazionali afghane per un Afghanistan sicuro».

L’attacco avviene in un momento molto delicato per l’Afghanistan e rischia di avere ripercussioni negative sul processo di pace tra governo e talebani. Alla fine di agosto sono ripresi i colloqui di pace tra governo e talebani sotto l’egida degli Stati Uniti. Pochi giorni fa il governo ha deciso di liberare l’ultimo gruppo di prigionieri afghani, condizione essenziale per portare avanti le trattative di pace. Tuttavia, le violenze non si fermano e spesso gli attentati sono collegati a gruppi di talebani che non aderiscono ai colloqui.