· Città del Vaticano ·

Indietro non si torna

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A Montefiascone il forum sul rapporto tra uomo e natura

07 settembre 2020

Lo scorso 5 settembre, alla  Rocca dei Papi  di Montefiascone, a Viterbo, in occasione della XV Giornata nazionale per la custodia del creato, indetta dalla Conferenza episcopale italiana per il primo settembre, si è celebrata una giornata dal titolo «Indietro non si torna. Un nuovo umanesimo alla luce della Laudato si’». «Il rapporto tra uomo e natura è deteriorato, perché le nostre abitudini a volte sono dannose per l’ambiente. La pandemia ce l’ha dimostrato. Ma essa ha anche generato un movimento internazionale di pensiero che chiede di non continuare con lo stile di vita di prima, che non è più sostenibile — ha spiegato  Alfonso Cauteruccio, presidente di Greenaccord onlus — La nostra campagna “Indietro non si torna” invita a riflettere, ad essere creativi e innovativi. Come chiede Papa Francesco nell’enciclica Laudato si’, occorre un “nuovo umanesimo”, ossia una pianificazione del futuro dell’uomo sulla base delle esigenze di rigenerazione della natura e su una maggiore equità sociale che crei benessere utilizzando meno risorse». Concetto ribadito anche da Humberto Miguel Yáñez, direttore del Dipartimento di teologia morale alla Pontificia università Gregoriana, del cui intervento in questa pagina pubblichiamo ampi stralci. Proprio a partire da questa consapevolezza si è anche celebrato il XV Forum dell’informazione cattolica per la custodia del creato, che non a caso si tiene nel circondario del vicino lago di Bolsena, un territorio con un ecosistema delicato e vulnerabile. La manifestazione è organizzata congiuntamente con la locale associazione  Rocca dei Papi per un’ecologia integrale, il cui presidente, il vescovo  Fabio Fabene, ha dichiarato: «L’Associazione Rocca dei Papi per una ecologia integrale è lieta di accogliere i giornalisti che partecipano al Forum indetto in occasione della XV  Giornata della custodia del creato. La bellezza del paesaggio del lago di Bolsena, che si ammira dall’alto del colle Falisco, ci aiuta a comprendere l’attualità e l’urgenza di attuare il messaggio della Laudato si’, che l’associazione vuole promuovere, accogliendo l’invito di Papa Francesco. Siamo chiamati a rifiutare la cultura dello scarto, l’economia che esclude e crea povertà; siamo chiamati a custodire la casa comune e a riconnettere il rapporto tra l’uomo e la natura, tra l’uomo e la società, per una rinnovata visione del mondo».

La Giornata è stata declinata in una sessione di lavoro mattutina dedicata alla disamina del rapporto tra fede ed ecologia, della relazione tra scienza, tecnologia ed ecologia, dei suggerimenti contenuti nella Laudato si’ sull’umanesimo integrale. Dopo alcune testimonianze di iniziative imprenditoriali nate proprio su impulso dell’enciclica di Papa Francesco, che quest’anno compie il suo primo lustro, un intervento ha documentato il risveglio della natura al tempo della pandemia. La sessione pomeridiana è stata dedicata al tema dell’ecologia integrale — vera novità dell’enciclica — e alle emergenze ambientali e sociali lette in un’ottica non contrapposta. Seguiranno due interventi sulle tecniche per costruire e riorganizzare le abitazioni e sul tema della mobilità sostenibile nel comparto ferroviario.

In serata si è invece svolta la cerimonia di premiazione del Concorso fotografico «L’uomo e il magnifico dono della Natura» e del conferimento del premio giornalistico Sentinella del Creato, presentata dai giornalisti Roberto Amen e Romina Gobbo. Sono stati premiati tre giornalisti per la qualità del loro lavoro sui temi ambientali e alcuni personaggi alla carriera. Tra questi ultimi, Simona Roveda, responsabile comunicazione e fondatrice di Lifegate e Fulvio Cerutti, fondatore del portale «La Zampa», l’ingegner Piero Bruni, presidente dell’associazione Lago di Bolsena e Claudio Pagliaccia, produttore biologico.

di Paolo Benanti