· Città del Vaticano ·

Gli aiuti internazionali ad Haiti poco efficaci nella lotta alla povertà

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L’intervento del presidente Jovenel Moïse all’Assemblea generale dell’Onu

26 settembre 2020

Gli aiuti internazionali devono tener conto delle priorità del Paese cui sono destinati o rischiano di non essere efficaci. È il duro monito arrivato dal presidente haitiano Jovenel Moïse che intervenendo, con un videomessaggio, all’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha spiegato come negli ultimi anni il suo Paese ha ricevuto miliardi di dollari dalla comunità internazionale per eliminare la povertà, obiettivo numero uno del Programma di sviluppo per il 2030, ma questi soldi, ha detto, «non hanno migliorato le condizioni di vita del popolo haitiano». E ciò è dovuto al fatto che, ha insistito, «questi finanziamenti non hanno tenuto conto delle nostre priorità, dei nostri bisogni e di quelle che sono le nostre strategie di lotta alla povertà». L’appello lanciato dal presidente Moïse ai Paesi donatori è stato dunque di realizzare un’analisi critica degli aiuti internazionali ad Haiti per valutare realmente la loro efficacia, anche in relazione alla pandemia da covid-19 che si è abbattuta sul Paese.

L’impatto socio-economico del coronavirus, con il rallentamento dell’attività economica e la chiusura delle frontiere, ha causato un’impennata dei prezzi dei prodotti alimentari, e quindi della sicurezza alimentare ad Haiti. Secondo l’ultimo Food Basket Bulletin, il valore del cestello alimentare è aumentato del 29 per cento su base annua. La pandemia ha avuto un impatto negativo in particolare nelle zone rurali del Paese. La domanda di manodopera è diminuita in modo significativo a causa della crisi economica.

Dunque il presidente ha fatto appello ai Paesi donatori perché avanzino «progetti che si adattino alle nostre esigenze, soddisfino le nostre priorità e ci consentano di attuare uno sviluppo economico incentrato sull’uomo, sulla produzione nazionale, sulla costruzione della capacità delle nostre istituzioni». «Vogliamo progetti che abbiano un impatto positivo sulla povertà e integrino le questioni sociali e ambientali del paese», ha aggiunto Moïse che ha anche detto di aver accolto con favore il fatto che alcuni donatori stanno «cominciando a capire la necessità di allinearsi con la volontà del governo della Repubblica di Haiti nella scelta delle sue priorità».

È indubbio, ha ribadito il presidente, che ad Haiti la necessità di far fronte alle emergenze, alla ripresa e allo sviluppo a lungo termine rimane immensa e richiede un investimento coerente in diversi settori. Quelli prioritari in cui concentrare gli sforzi, secondo Moïse sono le infrastrutture, come strade, porti e aeroporti, ma anche l’agricoltura, l’energia elettrica, il digitale, l’istruzione, la copertura sanitaria, gli alloggi sociali, la mobilitazione degli investimenti diretti esteri, il rimboschimento, la protezione ambientale, il rilancio della produzione agricola, l’accesso all’energia per tutti da fonti rinnovabili, e l’accesso al credito in particolare ai giovani e agli agricoltori. «Sono pienamente consapevole della mia responsabilità di garantire che siano stabilite le condizioni per garantire la sicurezza, la stabilità e lo sviluppo a lungo termine di Haiti — ha concluso Moïse —. La Repubblica di Haiti si riprenderà, ma con un sostegno duraturo, coerente, efficace e ben coordinato da parte della comunità internazionale».

di Anna Lisa Antonucci