· Città del Vaticano ·

Rapporto delle Nazioni Unite

Difendere la biodiversità contro le pandemie

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg
19 settembre 2020

Il degrado ambientale aumenta la probabilità del passaggio di malattie dagli animali all’uomo e il coronavirus ne è una testimonianza. L’allarme arriva dall’ultimo rapporto sulla biodiversità delle Nazioni Unite. Il rapporto, giunto alla sua quinta edizione, ricorda l’importanza della biodiversità nella lotta ai cambiamenti climatici e in favore della sicurezza alimentare a lungo termine e sottolinea quanto sia essenziale agire in difesa della biodiversità per prevenire future pandemie. Il degrado degli ecosistemi, infatti, evidenzia lo studio, ha profonde conseguenze sul benessere e la sopravvivenza dell’uomo. «Se la natura viene degradata — ha sottolineato Maruma Mrema, Segretario esecutivo della Convenzione sulla diversità biologica — si aprono nuove opportunità alla propagazione tra uomini e animali di malattie devastanti come il coronavirus di quest’anno». Lo studio, in questa edizione 2020, funge inoltre da “bollettino finale” per gli obiettivi di biodiversità di Aichi, fissati nel 2010. Il Piano strategico mondiale per la biodiversità per il periodo 2011-2020 e i relativi Aichi Biodiversity Targets hanno costituito nel decennio che sta per concludersi il quadro di riferimento per la definizione di traguardi nazionali, regionali e globali, per promuovere e adottare misure urgenti per arrestare la perdita di biodiversità e garantire ecosistemi resilienti entro il 2020. Tuttavia, lo studio sottolinea che nessuno di questi obiettivi per salvaguardare gli ecosistemi e promuovere la sostenibilità è stato pienamente raggiunto. «I sistemi viventi della Terra nel suo complesso sono compromessi», ha detto Mrema, «e più l’umanità sfrutta la natura in modo non sostenibile, più compromettiamo il nostro benessere, la sicurezza e la prosperità». Nonostante si rilevi che tutti i paesi stanno adottando misure per proteggere la biodiversità, senza le quali lo stato globale dell’ambiente sarebbe peggiore (sono diminuiti i tassi di deforestazione ed è aumentata la consapevolezza dell’importanza di salvaguardare la biodiversità), tuttavia, questo progresso non può mascherare il fatto che la natura sta soffrendo enormemente e la situazione è in peggioramento. I finanziamenti raccolti per le azioni legate alla biodiversità sono stimati tra i 78 e i 91 miliardi di euro all’anno, ben al di sotto delle centinaia di miliardi necessari e a fronte della quantità di denaro speso invece per attività che danneggiano la biodiversità, tra cui circa 500 miliardi di dollari per i combustibili fossili e altre sovvenzioni che causano il degrado ambientale. La relazione fornisce dunque diverse raccomandazioni per invertire la devastazione dell’ambiente e realizzare un mondo in cui gli ecosistemi vengano ripristinati e conservati, i sistemi alimentari vengano riprogettati per migliorare la produttività riducendo al minimo i loro effetti negativi, gli oceani siano gestiti in modo sostenibile e si arrivi all’eliminazione dell’uso di combustibili fossili. E il momento che stiamo vivendo è quello giusto per fare tutto ciò. Lo ha sostenuto il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres che, commentando il rapporto ha sottolineato come i momenti di transizione come quello che il mondo sta attraversando a causa della pandemia da covid rappresentano un’opportunità senza precedenti per «ricostruire meglio». «Parte di questa nuova agenda deve essere quella di affrontare le due sfide globali del cambiamento climatico e della perdita di biodiversità in modo più coordinato, comprendendo sia che il cambiamento climatico minaccia di minare tutti gli altri sforzi di conservazione della biodiversità sia che la natura stessa offre alcune delle soluzioni più efficaci per evitare gli impatti peggiori di un pianeta che si riscalda», ha detto Guterres. Le conclusioni del rapporto World Biodiversity Outlook saranno analizzate dai capi di Stato al Vertice delle Nazioni Unite sulla biodiversità fissato per il 30 settembre.

di Anna Lisa Antonucci