· Città del Vaticano ·

Convocato un vertice internazionale sulla Libia

Truppe fedeli al governo riconosciuto dalla comunità internazionale (Reuters)

Dopo l’annuncio delle dimissioni di al-Serraj

18 settembre 2020

Una sorta di ultimatum a fazioni libiche e potenze straniere per stringere i negoziati e trovare una soluzione alla crisi libica entro ottobre. È questa la lettura, secondo diversi esperti e analisti, dell’annuncio del premier libico Fayez al-Serraj, di volersi dimettere entro la fine ottobre, dopo i negoziati di Ginevra per il nuovo governo del paese.

L’annuncio ha scosso lo scenario libico, aprendo il campo a incertezze e potenziali nuovi scontri tra gli aspiranti al potere, nonchè tra le milizie di Tripoli e di Misurata. A detta di molti analisti, si tratterebbe invece di una mossa per accelerare le trattative in vista di un nuovo esecutivo già il mese prossimo, e prima delle elezioni negli Stati Uniti. Non a caso è arrivata la notizia della convocazione, per il 5 ottobre prossimo, di un vertice internazionale sulla Libia, una sorta di conferenza di Berlino 2. Una riunione virtuale — preannunciata dalla Dpa — con Onu, Germania e le cancelliere di tutti gli attori coinvolti nel dossier, tra cui l’Italia.

Il capo dell’attuale Governo di accordo nazionale libico (Gna), di fatto limitato alla sola Tripolitania, ha auspicato che «la commissione per il dialogo scelga un consiglio presidenziale e il primo ministro». I colloqui mediati dall’Onu tra le fazioni rivali hanno portato, ha spiegato, a una «nuova fase preparatoria» per unificare le istituzioni libiche e prepararsi alle elezioni.

Sulle dimissioni di al-Serraj pesa, tuttavia, l’incognita dell’accordo ancora da annunciare in merito alla composizione dell’esecutivo, che dovrebbe rispecchiare almeno le tre anime della Libia costituite dalle regioni Tripolitania, Cirenaica e Fezzan. I negoziati dovranno tener conto anche delle posizioni di Turchia, Egitto, Emirati, Russia; della ripartizione delle risorse petrolifere in gran parte in mano ancora ad Haftar e della riottosità delle milizie di Tripoli e Misurata.

Proprio nel giorno in cui al-Serraj ha manifestato l’intenzione di cedere l’incarico, il ministero degli Interni di Tripoli ha annunciato la creazione di «un meccanismo e un programma» per la categorizzazione, il disarmo, la smobilitazione e il reintegro (Ddr) delle milizie all’interno del dicastero. Sarà istituito un comitato ad hoc adibito a stilare un database delle milizie che saranno suddivise in tre gruppi contraddistinti per colori: verde, giallo e rosso. Le milizie rientranti nei gruppi verde e giallo verranno reintegrate e riabilitate, mentre quelle in rosso verranno sciolte.