· Città del Vaticano ·

Concreta fraternità

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Raccolti dall’Ordine equestre del Santo Sepolcro tre milioni di euro per il patriarcato di Gerusalemme dei Latini

23 settembre 2020

Circa tre milioni di euro raccolti dal maggio scorso a favore del patriarcato di Gerusalemme dei Latini, oltre all’aiuto ordinario previsto per ogni mese, per far fronte alle esigenze umanitarie dei fedeli duramente colpiti dalla crisi sanitaria ed economica in Terra santa causata dalla pandemia: due milioni di euro specificatamente per il Fondo di sostegno umanitario covid-19 mentre il restante milione è andato a finanziare le spese umanitarie generiche laddove la cifra prevista dal budget di inizio anno risultava largamente inferiore. È quanto ha annunciato, in una nota, l’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme sottolineando come, nonostante le difficili condizioni esistenti a livello mondiale, la generosità non sia mai venuta meno.

Un prezioso concorso di solidarietà, osserva il comunicato, che ha testimoniato ancora una volta il fine istituzionale dell’Ordine, quello cioè di «offrire sostegno alla Chiesa madre di Gerusalemme, alle scuole da essa gestite e alle iniziative caritative e sociali» con sovvenzioni specifiche, grazie anche al contributo di trentamila tra dame e cavalieri facenti parte dell’organismo. A Gerusalemme, Betlemme, Nazaret, Tiberiade, Ein Karem e sul Monte Tabor le case per pellegrini dei francescani in Terra santa sono desolate e vuote per via della pandemia da coronavirus che blocca gruppi e comitive. Anche a loro si è rivolto l’intervento di supporto economico, con ulteriori aiuti provenienti dalla Colletta per la Terra santa svoltasi quest’anno il 13 settembre.

«Non c’è di fatto alcuna regione del mondo che non sia stata colpita, in grado diverso, dal covid-19. La Terra santa, che trova nei pellegrinaggi religiosi e nel turismo la linfa per l’economia di migliaia di famiglie, ne è stata anch’essa gravemente colpita», ha ricordato il gran maestro dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, cardinale Fernando Filoni, precisando come questa iniziativa si collochi in un contesto di fraternità che riecheggia il Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune firmato il 4 febbraio 2019 ad Abu Dhabi da Papa Francesco e dal grande imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb. Una risposta concreta di fraternità aperta che non esclude nessuno, come sta a testimoniare la presenza nelle scuole dell’Ordine di studenti sia cristiani sia musulmani, ha aggiunto.

«Durante i giorni del lockdown — ha spiegato il governatore generale dell’Ordine del Santo Sepolcro, Leonardo Visconti di Modrone — abbiamo raggiunto i responsabili delle luogotenenze che, nonostante dovessero far fronte anche alle necessità causate dall’emergenza sanitaria nei propri paesi, hanno voluto far sentire la loro vicinanza ai fratelli e sorelle di Terra santa così duramente colpiti. Siamo grati che il sostegno speciale al fondo covid-19 non abbia sostituito l’impegno regolare dei nostri membri a contribuire alla vita quotidiana della diocesi di Gerusalemme bensì si sia aggiunto a esso».

I contributi inviati in Terra santa hanno permesso di rispondere prontamente a una serie di urgenti necessità, ha ribadito nel documento il direttore dell’Ufficio comunicazione dell’Ordine, François Vayne, che ha riportato le parole del direttore amministrativo del patriarcato di Gerusalemme dei Latini, Sami El-Yousef, le quali descrivono sinteticamente le azioni intraprese: «Grazie all’aiuto ricevuto dall’Ordine per scopi umanitari, siamo stati in grado di sostenere più di 2.400 famiglie in oltre trenta parrocchie per i loro bisogni primari in termini di buoni spesa alimentari, prodotti per l’igiene e per i bambini, medicine e bollette». Tutto questo in collaborazione con parroci e consigli parrocchiali, ha precisato, che, insieme alle autorità locali, hanno assicurato un’equa distribuzione delle risorse, presentando un dettagliato rapporto di tutti gli aiuti distribuiti. Inoltre, ha continuato El Yousef, «ben 1.238 famiglie in Giordania e 1.180 famiglie in Palestina sono state aiutate a pagare le rette scolastiche».

La situazione in Terra santa, come in vari altri paesi, continua a mostrare criticità e, nelle prossime settimane e mesi, i fondi inviati continueranno a essere impiegati per non abbandonare chi continua a trovarsi in uno stato di necessità. «Grazie al supporto del gran maestro in cooperazione con il Gran magistero — sono le parole di ringraziamento dell’arcivescovo Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico del patriarcato di Gerusalemme dei Latini — il nostro appello ha avuto una risposta che è andata molto oltre le aspettative e che ci ha dato il respiro necessario per gestire questa emergenza con maggiore serenità. Siamo rimasti tutti stupiti e colpiti dall’immediata risposta e dalla sua portata».