· Città del Vaticano ·

Come le vetrate di una cattedrale

santa Teresa di Lisieux

Cattolici e protestanti svizzeri presentano sei figure esemplari che mostrano l’azione di Dio per l’unità dei cristiani

16 settembre 2020

«Più approfondiamo l’argomento, più diventa evidente che i santi non dividono più le nostre Chiese, anzi le avvicinano». Certo, la venerazione dei santi, in quanto tale, per alcuni resta oggetto di discussione e conserva delle problematicità, «ma interessarsi a persone che hanno scelto di mettere Dio al centro della loro vita permette di scoprire che esiste un modo comune di essere cristiani e di essere Chiesa, di imparare come la fede può trasformare le persone in profondità e condurle a una vita coraggiosa e rivolta verso il mondo». Questa convinzione è espressa dagli autori del nuovo libro intitolato «Santi», un progetto realizzato dalla commissione svizzera di dialogo tra protestanti e cattolici che, su richiesta congiunta della Conferenza episcopale e della Chiesa evangelica riformata, presenta sei figure di santità di diverse fedi. Con questo nuovo volume, «ci si avventura in un campo nuovo ed entusiasmante a livello ecumenico», affermano i biografi, che lungo le pagine del libro hanno cercato di «destare l’attenzione sul ruolo di ponte svolto dai santi». Compito di questo libro lungo un centinaio di pagine è anche di trattare «una tematica particolarmente di attualità nella nostra società, sempre più alla ricerca di orientamenti etici e di modelli di vita».

La pubblicazione contiene sei biografie molto diverse, spiegano, ma «tutte mostrano quanto sono importanti per la fede e la Chiesa gli autentici modelli di santità». Ogni membro della commissione ha scritto un testo su un santo o su una persona la cui vita di fede è stata esemplare, mettendo in risalto un aspetto della loro esistenza: «la maturazione della personalità così particolare» di santa Teresa di Lisieux, «l’allegra carità e il rapporto appassionato e profondo con Cristo» di Madeleine Delbrêl, «l’intenso impegno personale per l’unità della Chiesa» di Chiara Lubich, «la vita in silenzio e l’ascolto della parola di Dio» del teologo e scrittore protestante tedesco Jochen Klepper, «la lotta contro la logica distruttiva» dell’intellettuale ebrea olandese Etty Hillesum, morta a Auschwitz, e «la missione politica mossa da una forza interiore» del secondo segretario generale delle Nazioni Unite e Premio Nobel per la pace, il diplomatico svedese Dag Hammarskjöld. Tutti loro «hanno avuto un’esistenza piena di contraddizioni, al servizio dell’altro, segnata da una svolta decisiva nella loro biografia», e hanno in comune una stessa caratteristica: l’essere vicini alla gente senza tuttavia aderire al pensiero dominante. Queste figure esemplari, inoltre, hanno condiviso la caratteristica di vivere periodi di incertezza, addirittura momenti bui, forse anche più del solito.

«In che modo queste persone sono state all’altezza della volontà di Dio nella loro vita?»: questo è l'interrogativo che il lettore di «Santi» potrebbe legittimamente esprimere. Qualunque sia stata la loro vocazione — lottare per il prossimo o il povero, per la missione della Chiesa o per la pace del mondo — rispondono gli autori, l’amore è la caratteristica principale e più palese sia della loro vita che della loro opera. «Quando parliamo di “santi” (...) ci riferiamo a persone che coltivano un rapporto speciale con Dio, e la cui vita rende l’opera divina particolarmente visibile», spiega il libro, paragonando le loro esperienze a «vetrate di cattedrali attraverso le quali la luce di Dio irrompe in molti modi». Il termine “santo” è quindi l’espressione di una relazione con Dio, profondamente radicata nella vita di tutti i giorni, riassumono i partecipanti al progetto.

L’auspicio finale degli autori è che questo nuovo libro possa contribuire in qualche modo a fare di questi sei “santi” «gli amici e fedeli compagni» di tutti i cristiani, andando oltre «tutti gli ostacoli costruiti nel passato e nel presente e che ancora non sono stati rimossi». Un presupposto per sviluppare una posizione ecumenica sul tema della santità è anche il chiarimento di alcune questioni controverse, soprattutto nell’area della comprensione della salvezza e dell’essere umano. Affrontare le questioni che dividono i cristiani «è sempre un compito molto delicato», si legge nel volume. Tuttavia, viene sottolineato, «l’esperienza degli ultimi anni ha dimostrato che è proprio esaminando le differenze che si può trovare una posizione comune attendibile».

Finora, il libro — che mira a far crescere la propria fede e contribuire allo sviluppo della catechesi e la formazione spirituale — esiste solo in lingua tedesca, ma la commissione di dialogo tra protestanti e cattolici in Svizzera prevede anche di pubblicare una versione in francese. La commissione svizzera di dialogo tra protestanti e cattolici è stata fondata nel 1966, a seguito del concilio Vaticano II, e si occupa di questioni pastorali legate alla convivenza ecumenica, ad esempio questioni relative ai matrimoni misti, al riconoscimento reciproco del battesimo, ai servizi religiosi ecumenici. Sin dall’inizio, la sua composizione ha tenuto conto della diversità di lingue e delle regioni in Svizzera.

di Charles de Pechpeyrou