· Città del Vaticano ·

Una risposta programmatica alla sfida del coronavirus

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L’ecologia integrale indicata da Papa Francesco nella «Laudato si’»

21 agosto 2020

Pur nel disorientamento e nella grande confusione che continua a regnare in Italia e nel mondo di fronte all’inarrestabile diffusione della pandemia del covid-19, va prendendo piede, nel tempo sospeso di questa tarda estate, un fenomeno di grande importanza, la convergenza cioè da parte del mondo scientifico più accreditato e di quello delle associazioni (sia laiche che cattoliche) sul tema cruciale dell’ecologia integrale — e della Laudato si’ che se ne è fatta interprete profetica — intesa come risposta programmatica alla sfida globale del coronavirus.

Proprio il tema dell’ecologia integrale è al centro del volume appena pubblicato dall’Associazione Laudato si’, Niente di questo mondo ci risulta indifferente, che traccia un percorso molto pragmatico per affrontare la questione del cambiamento climatico e per sanare la frattura, impostasi con l’antropocentrismo assoluto che ha caratterizzato l’Antropocene, tra l’uomo e le altre specie viventi che con noi condividono la Terra. Contro i guasti profondi causati dal paradigma tecnocratico (Laudato si’, n. 106), nei termini di una crescita esponenziale della diseguaglianza, della povertà e degli attacchi alla natura, l’associazione rimarca la necessità di un radicale cambio di visione culturale, instaurando una solidarietà sociale, politica e istituzionale che sia in grado di realizzare un rapporto tra uomo e natura paritario, eguale, integrale. È davvero il prospettarsi di una nuova — positiva — utopia, a fronte della distopia di un eterno “consumo di risorse” in un pianeta limitato!

Ma sullo stesso registro, riscontriamo la presa di posizione di importanti scienzati, tra i quali ci piace ricordare Ilaria Capua (inserita nel 2007 da «Scientific American» tra i 50 migliori scienziati del mondo). In un recente intervento (per «Il Corriere della Sera» del 19 agosto), la virologa riconosce che il virus ha cambiato tutto e che serve urgentemente un nuovo equilibrio tra uomo e ambiente. «Questa è una pandemia — scrive la scienziata — che amplifica le diseguaglianze e le rende ancora meno accettabili», in accordo con quanto ripetuto ancora da Papa Francesco nella sua ultima catechesi, mercoledì scorso, sulla necessità di guarire il mondo colpito dalla pandemia. «Se il virus dovesse nuovamente intensificarsi in un mondo ingiusto per i poveri (e per l’ambiente) — ha detto il Papa — dobbiamo cambiare questo mondo».

Ma soprattutto, si tratta — osserva Capua — di ristabilire l’equilibrio con il pianeta e con gli altri esseri viventi che vi abitano; equilibrio messo in discussione dalla pandemia, in primo luogo con il cambiamento climatico, con i disastri nucleari e con la perdita di biodiversità. Pare di udire Papa Francesco, che nella Laudato si’ — riconoscendo che «tutto è in relazione», «tutto è collegato», «tutto è connesso», peraltro in sintonia profonda con la fisica quantistica — amplia l’orizzonte e afferma: «Noi tutti esseri dell’universo siamo uniti da legami invisibili e formiamo una sorta di famiglia universale, una comunione sublime che ci spinge ad un rispetto sacro, amorevole e umile» (Laudato si’, n. 89). E come Francesco, l’illustre virologa riconosce come il contagio universale sia stato una grandissima opportunità, che non si ripresenterà più, almeno per noi. Per noi — aggiunge — che abbiamo la responsabilità di aiutare le nuove generazioni a impostare una cultura di rinascita del pianeta e dei suoi equilibri umani e naturali.

di Raffaele Luise