· Città del Vaticano ·

«Un atto terroristico»

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Il cardinale Brenes Solórzano sull’attentato alla cattedrale di Managua in Nicaragua

01 agosto 2020

«Un atto terroristico»: così il cardinale Leopoldo José Brenes Solórzano, arcivescovo di Managua, ha definito l’attentato avvenuto ieri contro la cattedrale della capitale nicaraguense.

In base alle ricostruzioni basate sul racconto di alcuni testimoni, un uomo incappucciato ha lanciato una bomba molotov nella cappella del Sangue di Cristo all’interno della cattedrale, provocando un incendio che, tra l’altro, ha bruciato un antico crocifisso. San Giovanni Paolo II sostò in preghiera davanti al crocifisso durante la visita alla cattedrale nel febbraio 1996. L’incendio — dicono i media locali — è stato domato in tempi abbastanza rapidi. Non ci sono stati feriti, ma l'attacco ha profondamente colpito la comunità cattolica e l’intero paese. Messaggi di solidarietà alla Chiesa nicaraguense stanno arrivando da tutto il mondo.

Un comunicato dell’Arcidiocesi afferma che l’attacco è stato «un atto premeditato e pianificato, compiuto da una persona esperta». Il crocifisso — si sottolinea ancora nella nota — «è stato bruciato nella sua interezza da un dispositivo non ancora identificato». Si esclude in modo deciso, come invece affermato da alcuni, «l’ipotesi di un incendio accidentale» in quanto nell’area dell’attacco non ci sono candele. L’Arcidiocesi parla quindi di «una deplorevole azione» che «offende e ferisce profondamente» tutti i cattolici perché il crocifisso distrutto «è una delle più amate e venerate dai fedeli» nicaraguensi.

I vescovi chiedono di identificare mandanti ed esecutori del gesto. «Questo fatto riprovevole — prosegue il comunicato — si aggiunge a una serie di atti sacrileghi, di violazioni alla proprietà della Chiesa, di assedi ai templi, che non sono altro che una catena di eventi che riflettono l’odio verso la Chiesa cattolica e la sua opera di evangelizzazione. Gli attacchi contro la fede del popolo cattolico richiedono un’analisi approfondita, per chiarire gli autori intellettuali e materiali di questo atto macabro e sacrilego». Infine, il comunicato invita i credenti a «essere attenti» alle indicazioni dell’arcivescovo nei prossimi giorni, per rispondere con fede «al sentimento di dolore e impotenza che soffriamo».

Va detto che negli ultimi mesi, e anche recentemente, sono stati compiuti diversi atti di vandalismo contro le chiese in Nicaragua. Sono state profanate ostie consacrate, rubati ostensori, cassette delle offerte, amplificatori, distrutte statue, danneggiati banchi e altri mobili e oggetti sacri. Questo clima di violenza e odio si inquadra nella più vasta crisi politica ed economica che sta affliggendo il Nicaragua.