· Città del Vaticano ·

Scontri tra esercito e civili in Sud Sudan

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Almeno 127 morti e numerosi feriti

13 agosto 2020

Nuova ondata di violenza in Sud Sudan, dove aumenta il livello di insicurezza. È di almeno 127 morti il bilancio degli scontri scoppiati tra civili armati e forze governative che stavano conducendo un’operazione di disarmo nella città di Tonj, nello stato di Warrap. Lo ha reso noto, martedì, un portavoce dell’esercito.

Negli scontri, scoppiati nel fine settimana, sarebbero morti circa 45 membri delle forze di sicurezza e 82 giovani armati della zona di Greater Tonj, nel centro del paese. Resta, tuttavia, incerto il numero delle vittime, mentre sarebbero oltre 30 i militari feriti.

Secondo la stessa fonte, i giovani hanno attaccato due volte una base dell’esercito. Dopo un primo momento in cui i militari sembravano essere riusciti a ripristinare la situazione, i giovani hanno mobilitato altri gruppi, attaccando un distaccamento dell’esercito. La tensione sarebbe esplosa per contrasti durante il processo di disarmo, ma non è ancora chiaro cosa abbia scatenato le tensioni. Sarebbe stata intanto avviata un’indagine.

Il governo nazionale — formatosi quest’anno dopo un accordo per porre fine al conflitto scoppiato nel 2013 — il mese scorso ha lanciato un’operazione di disarmo nella contea di Tonj, sostenendo che le milizie armate nell’area stavano guidando la violenza intercomunitaria. L’episodio mette comunque in luce le difficoltà incontrate dalle autorità nel portare avanti il processo di disarmo, reso necessario dalla presenza di diversi milioni di armi in mano ai civili e dai continui scontri tra le comunità rivali. Nella regione, come nel resto del paese, si verificano difatti da anni pesanti combattimenti fra civili armati di diversi gruppi etnici.