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Musica, passione e missione

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Ennio Morricone e il Pontificio Consiglio della cultura

05 agosto 2020

Pubblichiamo l’articolo in uscita sul n.3/2020 di «Culture e Fede», rivista quadrimestrale del Pontificio Consiglio della cultura.

Gli anni Ottanta dello scorso secolo hanno visto il produttore cinematografico Fernando Ghia convincere Ennio Morricone a scrivere la colonna sonora per il film di Roland Joffè Mission (1986). Quello stesso decennio ha visto Papa Giovanni Paolo II istituire il Pontificio Consiglio della cultura, al fine «di dare (...) un impulso (...) nell’incontro, continuamente rinnovato, del messaggio salvifico del Vangelo con la pluralità delle culture, nella diversità dei popoli, ai quali deve portare i suoi frutti di grazia». Il Consiglio dedica la propria attenzione al rapporto tra la fede cristiana e le espressioni più importanti della cultura, come l’economia, la scienza, lo sport, le comunicazioni e le arti, compresi il cinema e la musica; impegnandosi con i protagonisti delle correnti culturali contemporanee, la Chiesa cerca di rendere presente il messaggio del Vangelo nel tessuto culturale della società.

È stata questa la riflessione alla base dell’incontro di Benedetto XVI con gli artisti nella Cappella Sistina il 21 novembre 2009, che ha segnato il decimo anniversario della Lettera agli artisti (4 aprile 1999) di Giovanni Paolo II e il quarantacinquesimo anniversario dell’incontro di Paolo VI con gli artisti (7 maggio 1964). Il fine era quello di confermare l’amicizia con gli artisti e la loro capacità di rinnovare l’entusiasmo e la speranza e di ispirare il sogno di un destino nella dignità, di attingere alla capacità artistica di comunicare la ricerca della bellezza autentica, dell’Altro, con l’invito ad andare oltre a ciò che è familiare e incontro agli altri.

Ennio Morricone, uno degli artisti invitati, non ha bisogno di tante presentazioni: più di 400 colonne sonore per la televisione e il cinema, tra cui quelle per i film Per un pugno di dollari (1964), Il buono, il brutto e il cattivo (1966), Nuovo Cinema Paradiso (1988), C’era una volta in America (1984) e The Hateful Eight (2015). Quest’ultima nel 2016 gli è valsa un Academy Award, che è andato ad aggiungersi a quattro Grammy e sei Bafta, un Leone d’oro, altre cinque nomination agli Oscar e un premio onorario dell’Academy (Oscar alla carriera) «per i suoi straordinari e sfaccettati contributi all’arte della musica per film». Oltre alle colonne sonore, tra le sue composizioni figurano anche un centinaio di brani da concerto, che vanno dalla musica sperimentale d’avanguardia con il Gruppo Improvvisazione di Nuova Consonanza, brani sinfonici e concerti per orchestra e tromba, cantate come le 9/11 Voci dal silenzio e la cantata Vuoto d’anima piena (2008). Le sue composizioni uniscono la sperimentazione e il neorealismo alla straordinaria capacità di coinvolgere il pubblico attraverso la varietà e la melodia.

Una risposta all’incontro nella Cappella Sistina è giunta dagli artisti sotto forma di un Omaggio a Benedetto XVI per il sessantesimo anniversario della sua ordinazione sacerdotale nel giugno 2011. Nell’atrio dell’Aula Paolo VI è stata allestita una mostra con sessanta opere. Morricone ha contribuito con la prima pagina del suo spartito Una croce, che inizia con un tempo di adagio molto degli ottoni (dopotutto Morricone ha iniziato come trombettista!) in una fragorosa confusione babelica prima che tutta l’orchestra li sovrasti per sole due battute con un grido disarmonico straziante. Poi la scialba fanfara continua la sua sospensione, sebbene un po’ purificata. Sulla pagina il suono lascia una croce verticale — visiva, uditiva e cromatica.

Di fatto, il dialogo tra Morricone e il Pontificio Consiglio, si è svolto per molti anni e attraverso una serie di iniziative. È stato invitato a intervenire a una assemblea plenaria in cui i nostri membri e consultori si sono incontrati per riflettere su «Cultura della comunicazione e nuovi linguaggi» (10-13 novembre 2010), dove ha parlato della sua esperienza di lavoro su Mission nel corso di una sessione intitolata «Il dialogo con un artista».

Ha raccontato l’«avventura di scrivere» e la sua «sofferenza nel creare e comunicare» prima di descrivere come tre temi musicali si siano sviluppati in modo indipendente, ciascuno nell’isolamento delle proprie condizioni storiche, cosa che ha conferito loro una forza radicata: Gabriel’s Oboe nella foresta, con un gesuita europeo trapiantato che a fatica tira fuori un’identità e una melodia con abbellimenti barocchi (mordenti, acciaccature e note di abbellimento); l’Ave Maria Guarani composta in stile postconciliare (tridentino) come motetto nello stile di Palestrina o Monteverdi, ma eseguito fuori dai canoni occidentali classici dell’intonazione, del tempo e della vocalità; e la barcarola ritmica, etnica, degli indios con grida latine di sic clamant!.

Tutte e tre hanno in comune la tonalità e la sensibilità del canto gregoriano e nel grande finale del film confluiscono in un’unità definita dallo stesso Morricone come un arduo tentativo tecnico di triplice contrappunto e una combinazione miracolosa non cercata — quindi ispirata — che gli è parsa come l’unità nella diversità delle tre persone della Trinità. Una tale ispirazione profetica nasce dal realismo e dall’esperienza e produce dialogo interculturale.

Il dialogo di Morricone con il dicastero è proseguito in altri modi. È stato presidente di giuria della seconda edizione del concorso internazionale di composizione Francesco Siciliani, ormai giunto alla quinta edizione, e ha visto il Sanctus aggiungersi alle opere precedenti (Credo, 2012; Pater Noster, 2014; Kyrie 2016; Gloria, 2018). E nel 2012 gli è stata conferita la medaglia del Pontificio Consiglio della cultura Per Artem ad Deum, che viene consegnata nell’ambito di una fiera internazionale a Kielce, in Polonia.

Un’iniziativa che ha ricevuto il sostegno del Dicastero è stata la prima, il 10 giugno 2015 a Roma, della Missa Papae Francisci di Morricone, composta per il bicentenario della ricostituzione dei gesuiti (1814) su richiesta dell’allora rettore del Gesù, Daniele Libanori (ora vescovo ausiliare di Roma).

Tra gli altri eventi collegati a Morricone e patrocinati dal Dicastero c’è stato un ciclo di lezioni concerto all’Auditorium Conciliazione, che ha incluso una lezione su «La musica per il cinema dinanzi alla realtà storica: problemi della composizione nel nostro tempo». I superiori hanno ricevuto numerosi inviti a concerti, come quello organizzato dalla Provincia di Roma nel 2007 per celebrare il suo Oscar alla carriera, con l’esecuzione della cantata sinfonica in quattro parti Canto del Dio nascosto, basata sulle opere di Papa Giovanni Paolo II. Ci sono stati anche un dramma musicale sulla figura di Paolo VI e numerosi concerti locali con la sua musica, o da lui diretti, in grandi occasioni culturali, per esempio i cento anni del Comitato olimpico nazionale italiano o il concerto di Natale del 2012 da Assisi, un evento televisivo nazionale trasmesso ogni anno.

Infine, il 15 aprile 2019, nella chiesa di Sant’Agnese in Agone, durante un concerto della Passione secondo Giovanni di Bach, il Cardinale Gianfranco Ravasi ha consegnato solennemente al Maestro la Medaglia d’oro del Pontificato di Papa Francesco «in riconoscimento del suo straordinario e fecondo impegno artistico nell’ambito della musica, linguaggio universale di pace, solidarietà e spiritualità». Il 6 luglio 2020 il compositore Ennio Morricone è venuto a mancare all’età di 91 anni.

di Richard Rouse