· Città del Vaticano ·

La tratta, flagello contro la dignità umana

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Messaggio pontificio a un seminario in Argentina

01 agosto 2020

La tratta di esseri umani è «un flagello che ferisce la dignità dei fratelli e delle sorelle più deboli»: lo ha scritto Papa Francesco, in un messaggio a firma del cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, inviato alla Commissione nazionale Giustizia e pace (cnjyp) della Conferenza episcopale argentina, in occasione della Giornata mondiale contro questo turpe fenomeno, celebrata il 30 luglio.

L’organismo formato prevalentemente da laici, attraverso l’équipe “No alla tratta” ha tenuto un seminario on line, durante il quale il presidente, l’ingegnere Emilio Inzaurraga, ha letto il testo pontificio in cui si evidenzia come l’epoca contemporanea sia «tristemente marcata da una prospettiva utilitaristica, che guarda al prossimo secondo i criteri di convenienza e di tornaconto personale, troncando così il cammino verso la realizzazione dell’umanità di ciascuno, in conformità con la sua unicità e il suo essere irripetibile». Ecco allora che «nel conteso di questa drammatica e persistente situazione di commercializzazione rappresentata dalla tratta di persone, nelle sue molteplici forme — continua il messaggio, che si conclude con la benedizione e un’invocazione alla Vergine di Luján — il Papa incoraggia l’impegno nello sradicamento totale di questa piaga», sostenendo gli sforzi in atto «per aiutare i sopravvissuti e collaborare in modo decisivo alla costruzione di percorsi che conducano al bene comune e alla piena realizzazione della vita umana».

Intitolato “Insieme contro la tratta di esseri umani”, l’incontro in rete si è svolto sulla piattaforma Zoom alla presenza virtuale di oltre 600 partecipanti, in rappresentanza di diversi settori attivi contro la tratta, come magistrati, responsabili delle politiche pubbliche, organizzazioni per il sociale e la Chiesa. «Il periodo di pandemia e di isolamento sociale obbligatorio, dovuto al Covid-19 — hanno spiegato gli organizzatori — non ha impedito le nostre attività. Da un lato, è aumentata l’opportunità di connettersi con più persone, provenienti da luoghi diversi, e dall’altro è cresciuta la necessità di sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema, poiché le circostanze attuali, che purtroppo formano maggiori sacche di vulnerabilità, favoriscono l’aumento dello sfruttamento delle persone».