· Città del Vaticano ·

Il nuovo segretario generale della Segreteria per l’economia

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È il laico Maximino Caballero Ledo

04 agosto 2020

«Di tutte le diverse opportunità di carriera che avrei potuto immaginare, questa è una di quelle che non ho mai neanche lontanamente pensato». Sono le parole con cui Maximino Caballero Ledo ha accolto la nomina di Papa Francesco a nuovo numero due della Segreteria per l’economia (Spe), il Dicastero vaticano guidato dal gesuita Juan Antonio Guerrero.

Spagnolo di nascita e americano d’adozione, Caballero è nato a Mérida (Badajoz) il 21 dicembre 1959. Sposato da 31 anni e padre di due figli, ha sviluppato la propria carriera professionale nel campo della finanza. Dopo la laurea in economia all’Università autonoma di Madrid, ha conseguito il master in Business Administration (Mba) presso l’Iese Business School (la scuola di specializzazione in amministrazione d’impresa dell’Università di Navarra) di Barcellona. Ha lavorato per vent’anni tra quest’ultima città e Valencia, come responsabile della finanza in diversi Paesi europei, in Medio oriente e in Africa. Nel 2007 si è trasferito con la sua famiglia negli Stati Uniti d’America, dove ha risieduto fino a oggi.

Durante la sua permanenza, ha ottenuto diverse posizioni nell’area finanza di Baxter Healthcare Inc., azienda statunitense del settore sanitario ad azionariato diffuso con sede a Deerfield, Illinois; un’azienda globale di prodotti e servizi medici con un portafoglio di prodotti per le cure intensive, la nutrizione, le cure renali, gli ospedali e la chirurgia. È stato vice presidente della finanza per l’America latina, della finanza internazionale e della finanza Americana, oltre a essere leader di progetti globali presso la stessa.

«Gli Stati Uniti e Baxter sono stati la mia casa per molti anni — spiega —. Qui ho avuto l’opportunità sia di crescere professionalmente, sia di interagire con persone e progetti provenienti praticamente da tutto il mondo. Il mio lavoro mi ha permesso di conoscere culture diverse e mi ha aiutato a capire l’importanza e la forza della diversità. A livello personale, ammiro il grado di coinvolgimento dei fedeli in questo Paese con la Chiesa e la loro generosità nel sostenere le loro parrocchie e le loro opere sociali».

Caballero Ledo e il prefetto della Spe provengono dalla stessa città e sono amici d’infanzia. «Padre Guerrero e io siamo cresciuti insieme — confida —, le nostre famiglie hanno mantenuto legami di amicizia per tutta la vita, e siamo stati molto vicini fino all’università. Da allora in poi, la vita ha portato ognuno di noi su strade diverse, ma sempre senza mai perdere i contatti».

«Quando padre Guerrero mi ha chiamato per propormi questo progetto — spiega — mi è passato per la mente un lungo elenco di motivi per i quali non avrei potuto accettare: la mia famiglia si è stabilita negli Stati Uniti; avrei dovuto temporaneamente lasciare i miei figli, Sandra e Maxi, che lavorano lì; il lavoro; la casa. Tuttavia, mia moglie Inmaculada e io sapevamo fin dal primo momento che la chiamata di Dio arriva in forme molto diverse, e questa era la nostra. Quindi c’era una sola risposta: fiat ».

Dopo le dimissioni dal suo attuale incarico, il nuovo segretario generale e sua moglie si trasferiranno a Roma nei prossimi giorni. Sarà operativo dalla seconda metà di agosto. «Pensare che la Chiesa sia solo una questione di sacerdoti e suore e che il resto di noi sia solo spettatore è molto diffuso. Tuttavia, i fedeli laici hanno un compito molto importante da svolgere all’interno» di essa. «Siamo tutti membri dello stesso corpo e abbiamo tutti la nostra missione. Per me — conclude — poter collaborare con la Santa Sede, al servizio del Santo Padre, è un onore e una grande responsabilità. I miei “talenti” sono la mia esperienza e il mio lavoro, e spero con loro di poter fare la mia parte e collaborare alla trasparenza economica della Santa Sede. Affronto questo nuovo passo nella nostra vita con umiltà e con gratitudine a padre Guerrero per aver proposto la mia candidatura, e al Santo Padre per aver riposto in me la sua fiducia».