· Città del Vaticano ·

Così si moltiplica la speranza

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In Guatemala il Centro orientamento educativo aderisce alla campagna di Caritas e Focsiv

21 agosto 2020

Anche la sezione in Guatemala del Centro orientamento educativo (Coe) — associazione di volontari laici cristiani fondata a Milano nel 1959 da don Francesco Pedretti e impegnata in Italia e all’estero per una cultura del dialogo, dell’interscambio e della solidarietà — ha aderito a «Dacci oggi il nostro pane quotidiano», la campagna lanciata da Caritas italiana e Federazione organismi cristiani servizio internazionale volontario (Focsiv) per sollecitare un gesto concreto a sostegno dei 62 interventi dei due organismi in varie aree del mondo (Africa, Medio oriente, Asia, America centrale, America latina, Europa dell’est e Balcani) affinché si possa concretizzare un’azione semplice: «Condividi il pane. Moltiplica la speranza». Il primo focus, infatti, è dedicato al tema della fame, con l’attenzione alle conseguenze immediate delle ripercussioni economiche mondiali legate all’epidemia di coronavirus.

Secondo il World food programme (Wfp) delle Nazioni Unite, il numero delle persone vittime della fame potrebbe raddoppiare: il 5 per cento della popolazione mondiale è in difficoltà per l’accesso al cibo e almeno 135 milioni di persone sono in condizioni di insicurezza alimentare acuta derivanti dalle misure di contenimento messe in atto nei vari Paesi, con effetti che si riversano su salute, lavoro dignitoso e tutela di diritti, rendendole ancora più vulnerabili. A ciò si aggiunge che un miliardo e seicentomila bambini hanno interrotto la scolarizzazione con un alto rischio, per molti di essi, di non riprenderla. In particolare, il Guatemala, sempre secondo dati forniti dal Wfp, è tra i quattro Stati del mondo con il tasso di malnutrizione cronica più alto.

E così Coe Guatemala, in seguito all’invito rivoltole da partner locali, si occuperà di tre diverse aree del Paese, con interventi diretti a rispondere alle conseguenze economiche e sociali dovute alla pandemia. Nello specifico, nel dipartimento di Totonicapán verranno sostenute trenta donne dell’associazione locale Cdro per aiutarle a ristrutturare le loro piccole imprese a conduzione familiare, adeguandole alle norme di prevenzione contro la diffusione del covid-19, con la creazione di nuove piccole attività imprenditoriali collegate alle famiglie presenti nell’area. «Colectiva de mujeres capaces de soñar a colores» (“Collettivo di donne capaci di sognare a colori”) è invece il nome del programma che a Sololá contribuirà alla nascita di orti familiari per dodici donne con disabilità che dall’inizio del contagio vivono in situazione di totale isolamento. La collaborazione con il Centro Maya servicio integral di San Juan La Laguna permetterà infine ad altre venticinque persone affette da deficit psico-fisici di prendere parte alle attività produttive del preesistente progetto specifico di inserimento lavorativo Alma de colores riguardante anche i municipi circostanti il bacino del lago Atitlán. Nella realizzazione delle sue attività il centro collabora con diverse realtà tra cui la fondazione spagnola Senderos de maiz, che garantisce visite mediche generiche e l’accompagnamento a Città del Guatemala quando siano necessarie cure specialistiche, e l’associazione svizzera GuateHelp che contribuisce con supporti materiali e finanziari ai bisogni dei disabili.

Nel corso degli anni, grazie ad Alma de colores, sono stati sviluppati in queste zone cinque laboratori di “terapia occupazionale”, con una costante formazione professionale: artigianato, taglio e cucito, panetteria, tre orti a coltivazione biologica e un ristorante vegetariano atti a promuovere l’inclusione comunitaria con la promozione dei prodotti anche attraverso i social media. Particolare attenzione inoltre è stata riservata all’avvio di progetti di microcredito per lo sviluppo di piccole attività commerciali a livello familiare e di supporto all’istruzione; grande spazio è stato dato poi all’organizzazione di eventi di informazione della comunità come giornate a porte aperte, partecipazione a manifestazioni dedicate alle persone con disabilità e ad appuntamenti culturali con cineforum su temi riguardanti l’handicap.