· Città del Vaticano ·

Caos non calmo

Particolare dalla copertina del libro

«Lo specchio delle nostre miserie» chiude la trilogia di Pierre Lemaitre

03 agosto 2020

Tra segreti che ingabbiano ma non sempre vincono


«Jeanne aveva partorito e visto il neonato nell’istante in cui le veniva strappato. Quest’immagine da sola giustificava tutta l’energia che Louise stava investendo nel progetto di ritrovare Raoul. Ormai non era più per lui che agiva, ma per Jeanne, quella madre che aveva tanto sofferto».

Aprile 1940: il sabato Louise, trentenne maestra elementare a Parigi, dà una mano come cameriera al signor Jules. Nel ristorante a Montmartre non si parla che della “strana guerra” scoppiata da pochi mesi con l’invasione tedesca della Polonia, una brutta faccenda che non si pensa coinvolgerà anche la Francia. Le cose andranno diversamente, come sappiamo, ma non sarà solo questo a sconvolgere la vita della ragazza in quei terribili mesi.

Perché tanto più la guerra si avvicina, quanto più — per ragioni che nulla hanno a che fare con il conflitto — Louise vede allontanarsi l’esistenza, sebbene sospesa e un po’ assurda, che ha sin lì conosciuto. Il piano per lei è duplice.

Se infatti, come milioni di persone, si ritroverà in mezzo alla strada di un Paese sprofondato nel baratro, prima ancora sarà nel bel mezzo di un caos che la costringerà a ripensare le sue origini, e quindi la trama della sua stessa vita. Ed è scoprendo l’impensabile che Louise si riavvicinerà a quella madre così poco capita.

Chiudendo la trilogia inaugurata con Ci rivediamo lassù (Premio Goncourt, 2013) e proseguita con I colori dell’incendio (2018), Lo specchio delle nostre miserie (Milano, Mondadori 2020, pagine 498, euro 20, traduzione di Elena Cappellini) conferma il talento dello scrittore francese Pierre Lemaitre nel mettere sapientemente in relazione piccole e grandi macerie umane nel vasto puzzle della Storia.

Il romanzo copre pochi mesi, che tuttavia sembrano secoli. Non solo per la quantità di cose che accadono, che si scoprono, che si ribaltano, ma perché pagina dopo pagina è come se i protagonisti — vivi e pulsanti — venissero progressivamente ricostruiti, messi a fuoco con altri toni e colori attraverso la lente di segreti che legano, ingabbiano, uccidono. Ma non sempre vincono.

Nonostante tutti i colpi che la vita infligge ai personaggi, nonostante tutti gli scombussolamenti causati dalla Storia, infatti, lo specchio può restituire altro. «Si era salvata, ma non aveva niente con sé, assolutamente niente, per un attimo ebbe la sensazione di essere una giovane donna nuda, che correva lungo un boulevard». Per un attimo, ma è solo un attimo.

di Silvia Gusmano