· Città del Vaticano ·

Una mano tesa durante l’emergenza

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Il Circolo San Pietro celebra la festa del patrono

01 luglio 2020

«Creati a immagine e somiglianza di Dio, noi uomini non giungiamo a compimento, non ci realizziamo, se non in un movimento d’amore di uscita da noi stessi, per incontrare l’altro e vivere la comunione con Lui. Siamo chiamati a vivere questo in famiglia, in parrocchia e nei nostri quartieri». A partire dalle linee guida per il cammino pastorale 2020-2021 consegnate alla Chiesa di Roma dal cardinale vicario Angelo De Donatis, monsignor Franco Camaldo, assistente ecclesiastico del Circolo San Pietro, ha esortato l’assemblea riunita in occasione della messa per la solennità dei santi apostoli Pietro e Paolo ad «essere e camminare con la diocesi».

Nella basilica di San Giovanni in Laterano, soci, volontari e amici del sodalizio romano sono stati invitati da monsignor Camaldo ad «abbandonare le nostre false sicurezze, i nostri nidi — come li chiama il Papa — per incontrare gli altri dove si trovano e non aspettare che vengano loro da noi, per abbracciare tutti in un impeto di solidarietà e di affetto. Prima di ogni cosa, noi dobbiamo annunciare la nostra fede, la fede in Gesù Cristo, la fede che ci è stata trasmessa dai nostri genitori, quella fede annunciata, ma anche vissuta. Abbiamo bisogno di sentirci fortes in fide: abbiamo bisogno di assaporare quanto sia meraviglioso sentirsi parte di un unico corpo che è la Chiesa».

Anche il presidente Niccolò Sacchetti nel suo discorso — il primo rivolto personalmente ai soci dopo l’insediamento del 21 febbraio — ha fatto riferimento ai mesi di lockdown durante i quali il Circolo San Pietro ha continuato a prestare il suo servizio nella diocesi del Papa, potendo contare su quella «mano che ci guida dall’alto, di quella Maria Salus populi Romani, a cui ci siamo consacrati proprio una settimana prima della pandemia e che il Santo Padre ha portato a San Pietro per affidarLe le sue e le nostre preghiere. Quella mano, appunto, si è fatta così evidente — ha continuato il presidente — che ho capito quanto questo periodo, come peraltro ogni prova, ogni sofferenza e ogni difficoltà della vita, sarebbe stata strabordante di grazie per il nostro Circolo. Ho realizzato chiaramente che sarebbe stato un periodo incredibilmente fertile sia spiritualmente che nelle opere».

Il riferimento del presidente è anche al successo riscontrato dalla campagna #iononhocasa, lanciata a metà marzo, e a risultati importanti quali sono stati i «12.000 pasti distribuiti presso le nostre Cucine di via della Lungaretta e via Adige, gli oltre 600 pacchi alle famiglie e parrocchie in difficoltà, gli enormi quantitativi di frutta e verdura donati». Nel giro di pochi giorni, infatti, il Circolo si è dimostrato in grado di far fronte all’emergenza «mantenendo aperta la Casa famiglia di via della Lungaretta — ha ricordato in conclusione il presidente — e trovando una soluzione per i senzatetto dell’Asilo notturno in modo che non restassero fuori di casa nemmeno una notte».

Nel rispetto delle misure di sicurezza adottate per la pandemia, ha partecipato alla messa per i festeggiamenti del santo patrono soltanto un numero ristretto di soci e amici previa prenotazione in segreteria. (marco chiani)