· Città del Vaticano ·

Un segnale di speranza

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Da oggi si fermano le ostilità nell’Ucraina orientale

27 luglio 2020

Segnali di distensione dalla regione del Donbass. Scatta oggi il cessate il fuoco concordato dal Gruppo di contatto trilaterale composto da rappresentanti di Ucraina, Russia e dell’Organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione in Europa (Osce). La misura è prevista dal Protocollo di Minsk, l’accordo raggiunto nel settembre 2014 per porre fine al conflitto nell’Ucraina orientale che vede opporsi le forze di Kiev e i gruppi separatisti di Donetsk e Luhansk.

L’accordo per avviare il cessate il fuoco è stato raggiunto nelle scorse settimane a Minsk dai gruppi di negoziatori. Ieri il presidente russo Vladimir Putin e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky hanno avuto un colloquio telefonico nel quale hanno discusso della situazione in Ucraina orientale. I due capi di stato «hanno salutato l’accordo per il cessate il fuoco completo e globale nel Donbass» si legge in un comunicato della presidenza ucraina. «I due leader hanno concordato sulla necessità dell’urgente dispiegamento di ulteriori misure per rafforzare il cessate il fuoco».

Stando a quanto riporta la France Presse, Zelensky ha chiesto di raddoppiare gli sforzi per la liberazione dei cittadini ucraini ancora detenuti nel Donbass, in Crimea e in Russia. Dal canto suo, il Cremlino ha sottolineato l’importanza del «rispetto senza condizioni degli accordi dalle parti in conflitto». In particolare — afferma la Reuters — Putin ha fatto presente le sue preoccupazioni per una legge recentemente approvata dal Parlamento ucraino che prevede le elezioni regionali nell’ottobre 2020: una misura — a suo giudizio — «del tutto contraria agli accordi di Minsk» e che «mette in pericolo le prospettive per la soluzione del conflitto».

Va ricordato che la guerra in Ucraina orientale ha causato finora oltre 13.000 vittime. Negli ultimi mesi ci sono stati molti segnali di distensione tra le parti. L’ultimo scambio di prigionieri tra l’esercito ucraino e i gruppi armati di Donetsk e Luhansk è avvenuto lo scorso aprile. Sono stati rimessi in libertà venti tra militari di Kiev e civili. Le autorità di Kiev hanno dal canto loro rilasciato 14 persone. La decisione era stata salutata con grande soddisfazione anche dalla comunità internazionale.