· Città del Vaticano ·

Trattativa a oltranza sul Recovery fund

Rutte, Conte e von Leyen a colloquio durante il summit di Bruxelles (Ansa)

Nuova proposta del presidente del Consiglio europeo

20 luglio 2020

Si tratta a oltranza a Bruxelles sul Recovery fund, il piano europeo di aiuto economico ai paesi più colpiti dall’emergenza covid-19. Il vertice dei capi di Stato e di Governo dell’Ue a Bruxelles, che si sarebbe dovuto concludere sabato, prosegue oggi pomeriggio.

Dopo una lunga notte di consultazioni in vari formati fra i leader europei, seguita allo stallo avuto anche domenica, non è stato ancora trovato alcun accordo.

Oggi, nel tentativo di accogliere le richieste dei Paesi che si oppongono al piano di aiuti, il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, dovrebbe presentare una nuova proposta formale (negobox), basata — indicano fonti da Bruxelles — su una dotazione di 390 miliardi di euro di sovvenzioni, ma con uno “sconto” più basso rispetto alla precedente.

Si tratta, quindi, di un importo inferiore rispetto ai 500 miliardi del progetto iniziale, considerato inaccettabile da Paesi Bassi, Austria, Svezia, Danimarca, ai quali ieri si è unita la Finlandia. «Dal mio punto di vista, è meglio concordare una struttura ambiziosa anche se richiede un pò più di tempo. Spero che i leader siano d’accordo su qualcosa di ambizioso piuttosto che veloce», ha detto il presidente della Bce, Christine Lagarde. «Continuerò a lottare per un accordo, perché uno strappo mostrerebbe il volto di un’Europa debole e minata dalla sfiducia», ha dichiarato Michel.

La proposta di Michel «condurrebbe un maggiore sconto per i Paesi che ne hanno diritto e quella da 390 miliardi un minore sconto», ha spiegato il presidente del Consiglio dei ministri italiano, Giuseppe Conte, facendo riferimento ai sussidi previsti dal Recovery fund e agli sconti contenuti nel bilancio pluriennale per alcuni Paesi, tra cui quelli che si oppongono. «Ci stiamo avvicinando allo zoccolo duro delle rispettive posizioni e il confronto diventa più risolutivo», ha aggiunto Giuseppe Conte. Quanto alla soluzione possibile sulla governance del Recovery fund che elimini il meccanismo di veto sui piani di riforma nazionali, Conte ha precisato che «abbiamo indirizzato il procedimento di verifica e controllo dello stato di avanzamento dei progetti secondo una più corretta soluzione, rispettosa delle competenze dei vari organi definite dai Trattati». L’attesa, dunque, è tutta rivolta al nuovo negoziato odierno, mentre l’Oms ha certificato un nuovo aumento dei casi di covid-19 in tutto il mondo. Ieri i contagi sono stati 259.848, il più vasto incremento in un giorno dall’inizio della pandemia.