· Città del Vaticano ·

Solidarietà con Rome We Care

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I dipendenti di un grande albergo insieme alla Comunità di Sant’Egidio

18 luglio 2020

Era da circa un anno che fra i dipendenti dell’Aleph Rome Hotel, struttura a cinque stelle nel cuore della capitale, si stava pensando a come essere di aiuto alle fasce più deboli presenti in città; il post covid-19 ha solo accelerato e reso tangibile il progetto pensato da Romina Lupattelli, commercial manager dell’albergo, condiviso poi con Maria Cecilia Pinzari, human resources executive, e successivamente da una ventina di dipendenti.

«Abbiamo deciso di donare alcune spese solidali tramite la Comunità di Sant’Egidio di Roma, per sostenere le famiglie meno fortunate — spiega Lupattelli — a maggio sono stati distribuiti 25 pacchi a nuclei che vivono nella zona di San Lorenzo, non solo generi alimentari, ma anche sorrisi scambiati attraverso lo sguardo, oltre le mascherine».

Oggi, il progetto denominato Rome We Care ha un calendario di appuntamenti differenziati e articolati che arrivano a dicembre. Il mese scorso, ad esempio, sotto indicazione della stessa Comunità di Sant’Egidio che, avendo il polso della situazione fornisce loro le indicazioni per intervenire nelle sacche di maggior necessità, hanno contribuito ad allestire una casa per ragazze madri all’interno di un appartamento nel quartiere Prati. Giornate di solidarietà che abbracciano diversi ambiti e contesti e per luglio sono rivolti ai centri estivi per i bambini nella zona nord-est di Roma, Tiburtino, Tor Sapienza, Pigneto, Serpentara: «Proprio la scorsa settimana abbiamo trascorso un pomeriggio con loro, bimbi di molte nazionalità con i quali siamo stati di supporto per fare i compiti, merenda e ovviamente giocare — prosegue Lupattelli — assieme si è recitata una preghiera per la pace. Quando siamo andati via ci hanno chiesto di tornare, tanto erano felici di quelle ore di svago che sono state importanti anche per noi volontari. Penso infatti che fare del bene doni più a chi lo fa rispetto a chi lo riceve». Riaperto il 25 giugno dopo la chiusura per il covid-19, l’Aleph Rome Hotel, seppur fronteggiando il critico momento economico che sta attraversando il comparto del turismo, ha voluto dare un segnale positivo e di ripresa alla città anche mediante queste iniziative portate avanti dal team, di età compresa fra i 25 e i 45 anni, compatibilmente con i turni di lavoro e contando sull’investimento economico di ognuno: «Sino ad oggi gli acquisti alimentari sono stati fatti direttamente da noi, ma ci stiamo muovendo per allargare il bacino dei donatori — prosegue — già in passato seguendo una politica antispreco lo stesso hotel ha donato ai più bisognosi coperte, lenzuola e asciugamani che dovevano essere sostituiti. Ora, vogliamo coinvolgere anche fornitori e produttori con i quali la struttura si rapporta, affinché mettano a disposizione generi alimentari vicini alla scadenza o che semplicemente si intendano donare». Non a caso in agenda per agosto e settembre sono previsti la spesa e i pacchi solidali che saranno nuovamente distribuiti seguendo le indicazioni della Comunità di Sant’Egidio; a ottobre e novembre il gruppo dei volontari si organizzerà seguendo turni per la raccolta di alimenti nei supermercati. Un entusiasmo che in questi mesi sta coinvolgendo altri colleghi delle due ideatrici di Rome We Care che sono state contattate dai dipendenti di altre strutture del gruppo Hilton al quale l’Aleph Rome Hotel fa capo, rispettando la cultura dell’azienda, che fra i suoi valori non manca del supporto e sostegno alle comunità locali. Nei mesi di novembre e dicembre saranno ancora una volta messi assieme generi alimentari che verranno distribuiti alle persone che vivono in strada e nelle mense dei poveri. «Il nostro obiettivo è quello di crescere numericamente ed aumentare le forme e gli ambiti di volontariato a supporto della città — conclude Romina Lupattelli — anche interessandoci degli animali abbandonati e dei canili, così come della pulizia di spazi urbani».

di Susanna Paparatti