· Città del Vaticano ·

Santuario di Santa Maria Goretti a Nettuno

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07 luglio 2020

Un fiore di purezza, strappato con violenza alla vita terrena, e germogliato nella santità. Il 6 luglio 1902 Maria Goretti, originaria di Corinaldo in provincia di Ancona, muore all’età di 12 anni, dopo aver perdonato il suo assassino. “Martire della purezza” viene beatificata nel 1947 e, tre anni dopo, Papa Pio XII la proclama santa. Da allora le sue spoglie mortali sono custodite presso il Pontificio santuario basilica Madonna delle Grazie e Santa Maria Goretti di Nettuno, la città alle porte di Roma dove è stata uccisa, dopo il tentativo di violenza, da un ragazzo diciottenne che se ne era infatuato e che, dopo aver scontato 27 anni di carcere per l’omicidio, ha chiesto perdono alla madre della ragazza, uccisa per aver difeso la sua castità, e si è convertito. Sul sito internet del santuario, affidato ai padri Passionisti, il calendario delle celebrazioni — a 130 anni dalla nascita e a 70 dalla canonizzazione — presiedute dall’arcivescovo dell’Aquila, il cardinale Giuseppe Petrocchi, e dal vescovo di Albano, monsignor Marcello Semeraro, in onore della patrona secondaria della diocesi laziale e compatrona della città di Nettuno. Un’altra reliquia di santa Maria Goretti è custodita nel santuario a lei dedicato a Corinaldo, sua città d’origine.

www.santuarionettuno.it

a cura di Fabio Bolzetta