· Città del Vaticano ·

Milioni di persone a rischio fame

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La pandemia colpisce duramente i paesi più poveri

01 luglio 2020

La pandemia di coronavirus sta spingendo milioni di persone verso la povertà e l’insicurezza alimentare. Questo l’allarme lanciato ieri dall’agenzia Onu World Food Programme (Wfp).

«Le prime linee nella guerra contro il coronavirus si stanno spostando dal mondo ricco a quello povero» ha detto David Beasley, direttore esecutivo del Wfp. «Finché non si avrà un vaccino medico, è il cibo il miglior vaccino contro il caos» ha aggiunto. «Senza di esso, potremmo vedere un aumento di proteste e disordini sociali, un aumento nelle migrazioni, un aggravamento dei conflitti e una denutrizione diffusa tra popolazioni che, precedentemente, erano immuni alla fame» ha aggiunto. Al fine di fare fronte alla marea crescente della fame, l’agenzia Onu intraprenderà «la più grande risposta umanitaria della sua storia» aumentando il numero delle persone che assiste fino a 138 milioni, dal numero record di 97 milioni del 2019.

Tuttavia, c'è urgente bisogno di continui finanziamenti per rispondere alle conseguenze immediate della pandemia sulle persone più vulnerabili, per il sostegno ai governi e ai partners. Il Wfp ha quindi lanciato un appello per 4,9 miliardi di dollari per i prossimi sei mesi per i suoi progetti in 83 paesi.

Le recenti proiezioni del Wfp sul numero di persone che sarebbero colpite dall’insicurezza alimentare a causa del covid-19 sono state perfezionate con verifiche e monitoraggio in tempo reale. Le nuove stime indicano che a causa della pandemia il numero delle persone bisognose di assistenza potrebbe arrivare a 270 milioni prima della fine dell’anno; un aumento dell’82 per cento rispetto al periodo pre-covid. La crisi — sottolineano gli esperti del Wfp — si presenta in un momento in cui il numero di quanti soffrono di grave insicurezza alimentare nel mondo è già salito di quasi il 70 per cento negli ultimi quattro anni a causa di cambiamenti climatici, conflitti e shock socio-economici in diverse regioni del mondo.

Gli effetti della pandemia colpiscono con maggiore forza l’America latina, che ha visto quasi triplicare il numero di persone che hanno bisogno di assistenza alimentare e tra la popolazione urbana in paesi a basso e medio reddito, spinti verso la miseria per la perdita di posti di lavoro e un precipitoso calo delle rimesse dall’estero. Picchi della fame sono inoltre evidenti nell’Africa centrale ed occidentale, con un aumento del 135 per cento nel numero di persone che vivono nell’insicurezza alimentare. «I contagi da coronavirus stanno aumentando proprio quando le scorte alimentari in alcune parti del mondo sono già basse» dicono gli esperti. In questo periodo dell’anno molti agricoltori sono in attesa dei nuovi raccolti. Tra poco avranno inizio le stagioni degli uragani e dei monsoni, mentre le invasioni record di locuste in Africa orientale e lo scoppio di conflitti si aggiungono a uno scenario già difficile per chi soffre la fame nel mondo.