· Città del Vaticano ·

L’educazione deve continuare

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In un messaggio il vescovo boliviano Fernando Bascopé Müller esorta a non abbassare la guardia in questo momento di pandemia

21 luglio 2020

«I bambini e i giovani devono ricevere il meglio che la società è in grado di offrire e il meglio si chiama educazione». Lo ha dichiarato in un video messaggio, diffuso nei giorni scorsi sulla pagina web dell’episcopato, il presidente dell'area educazione della Conferenza episcopale boliviana (Ceb), monsignor Fernando Bascopé Müller. Una riflessione rivolta ai membri della comunità educativa e agli studenti del Paese, per sottolineare come l’educazione non debba assolutamente fermarsi, anche in tempo di pandemia.

«Non c’è dubbio — ha spiegato — che la cosa migliore sarebbe un’educazione diretta, faccia a faccia, e che l’educazione digitale ha i suoi limiti e deve essere migliorata». Tuttavia, secondo il presule, è meglio accontentarsi di quello che si ha in questo momento, anziché «non avere nulla e perdere tempo prezioso nella vita senza fare nulla che alleni e aiuti a sviluppare le proprie capacità».

Inoltre, monsignor Bascopé Müller ritiene «fortunati quei giovani che possono accedere alle classi virtuali grazie a genitori che apprezzano l’importanza dell’educazione» e a insegnanti che «hanno fatto uno sforzo speciale per assicurare che le classi continuino» anche durante il periodo di pandemia».

Rivolgendosi agli studenti, il vescovo li ha incoraggiati, nonostante i molteplici disagi causati dalla quarantena, ad approfittare dunque di questo tempo, perché si avvicinino di più ai loro cari e imparino il più possibile, poiché il buon Dio ha dato loro molti talenti che possono sviluppare.

Al tempo stesso, il presule ha espresso la sua vicinanza a coloro che non hanno avuto accesso all’educazione digitale e si sono ritrovati in un periodo di vuoto formativo. «Senza dubbio — ha proseguito monsignor Bascopé Müller — vi sentite frustrati e sconcertati, ma vi esortiamo a non lasciarvi sopraffare dallo sconforto e ad incoraggiare anche chi vi sta intorno a dare valore all’istruzione e ad organizzarsi al meglio per risolvere la mancanza di educazione ovunque voi vi troviate». Il vescovo ha anche assicurato che le opere educative della Chiesa sono impegnate a cercare nuovi modi attraverso strategie diverse e variegate per ovviare alla mancanza di educazione.

«Vogliamo che sappiate — ha continuato nel video messaggio — che siete nel cuore di Dio e che il Signore vi guarda con tenerezza e preoccupazione in questo e in ogni momento. Come educatori, vogliamo che abbiate tutti accesso all’educazione digitale il più presto possibile, anche perché è il percorso che per ora porta alla vostra formazione».

Infine, il presule apprezzando il «nobile sforzo» compiuto dagli educatori in questo periodo di pandemia, rivolgendosi ai genitori, li ha invitati a continuare «ad essere i protagonisti principali nell’educazione dei loro figli», e li ha esortati ad «approfittare di questo tempo per prendere coscienza dell’importanza della loro presenza attenta e amorevole. Il successo dell’educazione digitale — ha concluso — dipende in gran parte dal coordinamento tra genitori e insegnanti». Da qui, l’invito, ad entrambe le parti, a sostenersi a vicenda per il bene di tutta la comunità.