· Città del Vaticano ·

L’economia civile nella tradizione cristiana

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Sulla rivista «La Società»

29 luglio 2020

«La Società», rivista scientifica di Dottrina sociale della Chiesa, ha dedicato il primo numero di quest’anno, oltre alle ricerche relative ai temi più importanti dell’economia civile nella tradizione cristiana, anche al ricordo di don Adriano Vincenzi che del Festival veronese della Dottrina sociale della Chiesa è stato l’ideatore, il direttore e l’animatore. A tal proposito, davvero commoventi sono le parole del cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, che è stato molto vicino a don Adriano anche durante il periodo della sua malattia. Tra i ricordi di don Adriano vanno anche segnalati quello di Renzo Beghini, presidente della Fondazione Toniolo, Alberto Stizzoli e del direttore della rivista, Claudio Gentili. Tra le belle e affettuose affermazioni di quest’ultimo, mi piace riprendere questa: «Concludendo l’edizione del 2018, don Adriano ci ha consegnato un tesoro di sapienza spirituale condensato in tre parole chiave: leggerezza, seminare, lievito (…) La pesantezza ci sovrasta quando facciamo azioni senz’anima. La leggerezza è fatta di azioni che partono sempre dal cuore. Ci si preoccupa troppo del risultato e poco della semina. L’atto del seminare contiene il segreto della vita che è dono».

Il volume è arricchito da altri studi, il primo dei quali “L’economia civile nella tradizione medioevale cattolica” di Flavio Felice, si fa apprezzate per la notevole sintesi del pensiero economico cattolico rapportato a tematiche di strettissima attualità rivisitate da alcuni pensatori del secolo scorso. Interessanti sono le considerazioni sul problema del giusto prezzo e sull’usura. Nell’ottica di quest’ultima, non va dimenticato che la sua condanna «nasceva dal pericolo che il forte si approfittasse del più debole». Notevoli sono anche le riflessioni sulle tipologie dei beni elaborate da Tommaso.

Su questa scia si muove il bel saggio di Oreste Bazzichi “Il francescanesimo sociale dell’Ottocento”. Interessante perché evidenzia il ruolo svolto da tanti laici, terziari francescani, oltre che nell’ambito economico, in quello sociale, educativo e assistenziale. Ne emerge una singolare conclusione: proprio nel secolo in cui tanti, forse troppi, cominciano a parlare di società di massa, questa viene sfruttata in vista di visioni utopistiche che rimandano a un futuro più o meno nebuloso. Solo la Chiesa mette in piedi una serie di aiuti destinati a migliorare le condizioni esistenziali di tanti emarginati.

I due studi fanno quasi da premessa ai due seguenti. Nel primo, “Sostenibilità: le dimensioni “sociali” ed “ecologiche” del mercato”, Markus Krienke, partendo dall’ordoliberalismo, analizza le finalità dell’economia sociale di mercato fino a elencarne le possibilità e i limiti in vista di un’economia sostenibile. Nel secondo, “L’Economia di Francesco: res novae per la Dottrina sociale della Chiesa?”, Giorgio Mion analizza, tra l’altro, il ruolo dell’impresa alla luce della Dottrina sociale della Chiesa evidenziando la necessità di guardare all’economia di Francesco per uscire da una serie di contraddizioni che danneggiano in modo irreversibile le future possibilità di sviluppo.

Tra gli altri studi spicca “Etica e diritto all’alimentazione” di monsignor Mario Toso, vescovo di Faenza-Modigliana, che evidenzia il fallimento di tante visioni etiche dannose e insufficienti perché ideologiche. Si sottolinea come il diritto al cibo va considerato partendo da un’etica rispettosa della dignità umana che ribadisca il senso del dovere per affrontare concretamente il problema. Bisogna almeno accennare ai lavori di Elisabetta Lo Iacono, Bruno Di Giacomo Russo e Giuseppe Notarstefano che danno un sostanziale contributo ai temi trattati. Per concludere, un discorso a parte merita lo scritto di Emanuele Cusa “Cooperative e imprese nella Costituzione”. Argomento non solo interessante ma meritevole di approfondimento in un contesto come quello attuale che sente l’esigenza, soprattutto per i giovani delle nostre scuole, di rilanciare lo studio dell’educazione civica e, il tema trattato, ne è sicuramente un punto nevralgico.

di Rocco Pezzimenti