· Città del Vaticano ·

In cammino seguendo la M di Maria

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Sulle strade di Francia

10 luglio 2020

Un pellegrinaggio estivo lungo un percorso a forma di “M”, come Maria, protettrice della Francia, seguendo un itinerario che include i principali santuari mariani del paese. Un invito ad accompagnare a piedi, per una ventina di chilometri o più, uno dei due carri che percorreranno, tirati da un cavallo, metà dell’itinerario, portando la tradizionale statua di Notre-Dame de France. L’idea — una delle tante iniziative presentate sul sito internet della Conferenza episcopale, alle quali i cattolici sono invitati a partecipare in questi mesi di vacanza — è nata più di un anno fa, dopo l’incendio della cattedrale di Parigi, divampato il 15 aprile 2019. «Stavamo riflettendo su cosa fare dopo questo dramma e abbiamo voluto ricordare a tutti i francesi che hanno una madre, una regina: la Vergine Maria», spiega al nostro giornale Marie-Anne Casagrande, responsabile del percorso per il settore est del pellegrinaggio, che va dal santuario di La Salette, nelle Alpi, fino a quello di Pellevoisin, al centro del paese, mentre quello che corrisponde alla parte sinistra della M inizia da Lourdes, per concludersi anch’esso a Pellevoisin.

«Con Notre-Dame — si legge sul sito dedicato all’iniziativa — era la grande storia d’amore tra Maria e la Francia che bruciava davanti ai nostri occhi, come un segno profetico che invita alla “ricostruzione”». Mentre la Francia sta affrontando immense sfide, osservano gli organizzatori, aggravate da questo nuovo dramma dell’epidemia di coronavirus, «è giunto il momento di creare un grande movimento verso Maria per affidarle il nostro paese. Siamo convinti che il risveglio spirituale della Francia si realizzerà attraverso l’intercessione della Vergine, come lo aveva annunciato la venerabile Marthe Robin».

I due convogli sono partiti a inizio giugno (la partenza, inizialmente prevista a maggio, è stata rinviata di qualche settimana a causa della pandemia) e si ritroveranno il 12 settembre, memoria del Santissimo Nome di Maria. «Dovendo scegliere una nuova data per l’inizio del pellegrinaggio abbiamo deciso di cominciare la processione il 1° giugno, quarant’anni esatti dopo il famoso appello che san Giovanni Paolo II rivolse al nostro paese: “Francia, figlia primogenita della Chiesa, sei tu fedele alle promesse del tuo battesimo?”», ricorda Casagrande. Lungo il percorso i fedeli sono invitati ad accompagnare la statua, camminando, pregando e cantando per le strade del paese, in campagna o nelle città. La sicurezza e l’animazione è stata affidata a gruppi di giovani. In una logica di sussidiarietà, ogni tappa è sotto la responsabilità di un referente proveniente della regione attraversata che, con l’aiuto di altri volontari, si occupa dell’organizzazione, in particolare del contatto con il parroco locale.

La sera il carro si ferma nella piazza principale del paese o in una parrocchia della città e la statua viene deposta per terra, decorata con fiori, per una veglia di preghiera o una messa. I palloncini sono distribuiti ai bambini e ogni persona presente è invitata a condividere un pasto frugale e quindi, se lo desidera, a entrare nel santuario o nella chiesa aperta in questa occasione, per partecipare alla veglia spirituale. Il pellegrinaggio è gratuito e senza prenotazione, ma i partecipanti sono pregati di portare il proprio pranzo e trovare un alloggio. Tra le tappe di rilievo, quella del santuario mariano di Pontmain, a nord-ovest, e quello di Notre-Dame du Laus, ai piedi delle Alpi, l’abbazia di Solesmes e la basilica di Vézelay. Per la solennità dell’Assunzione (15 agosto) il convoglio est sosterà a Parigi, dove è prevista una  veglia al Sacro Cuore di Montmartre, presieduta dall’arcivescovo di Parigi Michel Aupetit, dopo la recita del rosario sul sagrato della cattedrale Notre-Dame, in parte nuovamente aperto al pubblico.

Si intravede già il successo di quest’iniziativa, si rallegra Marie-Anne Casagrande: a fianco dei sacerdoti locali, che con entusiasmo hanno accettato di aprire le loro chiese, sono presenti i partecipanti (spesso intere famiglie coinvolte nel progetto) ma anche tanta gente lungo le strade perché — osserva — il carro tirato da un cavallo è un mezzo di trasporto lento ed ecologico, in sintonia con i tempi nostri.

di Charles de Pechpeyrou