· Città del Vaticano ·

«Hollywood Party»: purezza vs corruzione

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Lettere dal direttore

22 luglio 2020

Il duo Peter Sellers – Blake Edwards è una delle coppie storiche del cinema e viene spesso associato alla serie di film della Pantera Rosa, con Sellers nei panni dell’ispettore Clouseau. Ma il capolavoro realizzato da questa premiata ditta resta indiscutibilmente The Party (1968), in Italia Hollywood Party, uno dei film più esilaranti della storia del cinema. Non c’è sequenza di questo film che non strappi un sorriso, non regali una gioia allo spettatore che non riesce a resistere al divertimento assoluto che scaturisce dalle rocambolesche avventure del protagonista, l’immortale indostano Hrundi V. Bakshi meravigliosamente interpretato dall’attore inglese. Come spesso capita, quando si tratta di vera arte, in questa commedia c’è molto di più che il mero divertimento. Il film in realtà è una riflessione sul tema della purezza. Questa parola, “puro”, è anche pronunciata esplicitamente dal protagonista, nella scena clou del film, quando Hrundi riesce finalmente a conquistare la bella Michèle (anche lei in lotta per difendere la sua purezza) e lo fa come sa fare lui, facendola ridere, citando uno strampalato proverbio indiano che suona così: «Vecchiaia è compagna di saggezza, ma il cuore di un bambino è puro!». Hrundi e Michèle sono due bambini, due esseri puri immersi in un mondo corrotto, un mondo, quello di Hollywood, che Blake Edwards conosce bene e spesso ritrarrà con acutezza a volte spietata nei suoi film successivi. Cosa possono combinare due elementi puri all'interno di un ambiente sporco, contaminato, irrimediabilmente corrotto? Un conflitto ovviamente, anzi, una catastrofe. Il film è questo: la descrizione di una lunga serie di catastrofi che progressivamente si ingigantiscono perché l’organismo, la Hollywood dei produttori e dello star-system, rifiuta ed espelle fuori di sé le buone “tossine” di Hrundi e Michèle portatori sani del virus della purezza. Lo scontro è inevitabile e la devastazione pressoché totale, per certi versi apocalittica. Il bello di questa commedia è che rimane tale, è sempre sull’orlo ma non si trasforma mai in tragedia: alla fine i nostri due eroi sembrano uscire vittoriosi, comunque hanno resistito senza perdere nulla della loro integrità, testimoniando che anche il “drago” seduttivo e onnivoro del successo, del potere e del piacere, a volte, può essere sconfitto. Soprattutto se si possiede l’arma del senso dell’umorismo, che la coppia Sellers-Edwards possedeva in misura oggettivamente straordinaria, beneficiando tutti i milioni di spettatori che ancora oggi ridono di cuore rivedendo questo grande film.

A.M.