· Città del Vaticano ·

Fame di vita piena

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Online il progetto della Cei per la ripartenza degli oratori

01 luglio 2020

Un desiderio, poi diventato speranza, e ora vera e propria realtà: dal 15 giugno sono ricominciate, seppure con rigide regole sanitarie da osservare, le attività educative degli oratori italiani per la stagione estiva. Nuove linee guida, arrivate con l’ultimo decreto ministeriale dell’11 giugno, per un nuovo entusiasmo che accompagna la ripartenza e un’occasione per sperimentare progetti elaborati in tempo di pandemia. «La tecnologia in questo periodo di restrizioni ci ha fornito un aiuto imprescindibile perché per “intercettare” i giovani abbiamo dovuto fare ricorso a internet, vista la loro capacità di utilizzo, la loro mente elastica, per incontrarsi e confrontarsi in rete in attesa di poterlo fare dal vivo», aveva dichiarato in un’intervista al nostro giornale don Michele Falabretti, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile della Conferenza episcopale italiana (Cei). Nel corso del colloquio il sacerdote aveva sottolineato l’importanza del progetto «Aperto per ferie» ideato dall’organismo, in cui si sono aggiornate, in rispetto alle nuove disposizioni governative, le regole di prevenzione da seguire nello svolgimento delle attività educative ecclesiali, tradizionalmente svolte in estate insieme a parrocchie e a realtà legate alla vita consacrata.

Progetto che è ora disponibile online, accompagnato da uno spot su YouTube, e diviso in varie sezioni dove è possibile trovare ricco materiale da utilizzare nella “ripartenza”: video per la formazione online, accompagnati da incontri di supporto, supervisione e confronto da parte dei coordinatori; indicazioni per la preghiera, riguardanti alcuni atteggiamenti da assumere e da sperimentare; laboratori espressivi di pittura, teatro o narrativa, documenti utili e insomma tutto ciò che può essere di aiuto per chi quotidianamente è a contatto con giovani e adolescenti, in special modo per chi ancora manca di esperienza. Il tutto, come detto, rispettando protocolli di sicurezza: triage e mascherine, formazione di piccoli gruppi da cinque a dieci ragazzi per lo svolgimento delle attività, rotazioni di orari e nellʼ’uso di spazi, ricerca di luoghi diversi dal solito per le varie iniziative.

«Non abbiate paura ad aprire, nei modi in cui sarà consentito, i vostri oratori — ha dichiarato nei giorni scorsi il presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti — perché in questo periodo dobbiamo far sentire ancor più forte il nostro essere Chiesa, far sentire ancor di più la nostra presenza» per la salvaguardia di realtà educative che hanno accolto e valorizzato tanti giovani in questi anni. «Quella che ci aspetta — è scritto sul portale del Servizio di pastorale giovanile della Cei — sarà un’estate diversa, strana, difficile, ma sicuramente indimenticabile. Sarà un’estate da inventare, caratterizzata come sempre da responsabilità, rigore e cura ma che decisamente avrà bisogno di un’attenzione e uno sguardo diverso. Ora più che mai, non possiamo permetterci di sbagliare o fare passi falsi».

I cortili vuoti degli oratori non hanno fermato in questi mesi tanti educatori che, nei durissimi giorni del contagio, hanno continuato a dedicarsi ai più giovani, raddoppiando le forze, precisa la Cei. Come i presbiteri, le consacrate, i genitori, gli adolescenti e i ragazzi che, online, si sono fatti carico «di accompagnare i bambini e i ragazzi nella comunità cristiana e che hanno già dato la disponibilità a continuare». A loro è andato il ringraziamento dei vescovi della Lombardia che, in un recente comunicato, intitolato «Summerlife. Che cosa è questo per tanta gente?», hanno invitato «autorità, istituzioni, associazioni cattoliche, realtà sportive, scuole paritarie» a formare un'alleanza costruttiva «per offrire un’estate bella, gioiosa, educativa ai tanti ragazzi che lo desiderano. Un’alleanza per affiancare i genitori nel loro impegno di educatori quando loro sono al lavoro, un’alleanza per offrire ai ragazzi la possibilità di una esperienza di vita solidale, aperta al futuro, capace di farsi carico degli altri». Solo in questo modo l’estate che arriva può essere trasformata in un tempo e in un’occasione «per saziare le attese di gioia, di speranza e di futuro dei ragazzi e saziare la loro fame di vita piena» hanno ribadito i presuli.

Da questi auspici ha tratto linfa vitale anche il progetto «Giovani in cammino», programma di supporto agli oratori, nato dalla collaborazione tra Regione Lombardia e regione ecclesiastica, comprensivo di altri tre progetti: «Giovani insieme», che prevede la realizzazione di 150 attività divise per aree tematiche dedicate alla prevenzione del disagio; «Giovani in campo», dedicato allo sport, mentre è rivolto al percorso scolastico e lavorativo «Giovani in formazione». Il contributo delle autorità amministrative locali al programma, in una regione dove è presente il 40 per cento degli oratori italiani e il 72 per cento delle parrocchie ospita un oratorio attivo, ha rappresentato per il delegato per la Pastorale giovanile della Regione ecclesiastica lombarda, il vescovo di Vigevano, Maurizio Gervasoni, un segnale positivo e una ventata di ottimismo per il futuro delle nuove generazioni. «Intendiamo avviare una collaborazione stabile con le realtà del territorio e con le famiglie — sono le sue parole sul sito della diocesi ambrosiana — per favorire azioni di coscientizzazione e di responsabilità sociale in stile di laicità e di dialogo con tutti. La coltivazione delle risorse emotive, cognitive, sociali, creative, spirituali delle ragazze e dei ragazzi — ha aggiunto — ha bisogno di un territorio ricco di contesti educativi capaci di fare rete tra loro» e gli oratori, per la loro capillarità, sono un attore fondamentale per rispondere efficacemente a questa esigenza. (rosario capomasi)