· Città del Vaticano ·

Con l’ascolto è possibile la riconciliazione

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Video della Sezione migranti e rifugiati del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale

22 luglio 2020

«Ascoltare per riconciliarsi»: questo auspicio di Papa Francesco è il motivo conduttore del nuovo video diffuso in rete dalla Sezione migranti e rifugiati del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, in vista della Giornata mondiale dedicata a questa categoria di persone, in programma il 27 settembre prossimo sul tema «Come Gesù Cristo, costretti a fuggire».

Si tratta del terzo filmato — il primo era stato «Conoscere per comprendere» e il secondo «Farsi prossimo per servire» — di una campagna di comunicazione avviata il 15 maggio scorso in occasione della presentazione dell’annuale messaggio pontificio, incentrato in questo 2020 sulla pastorale degli sfollati interni. In pratica ciascuno dei tre video — realizzati in collaborazione con Vatican Media — approfondisce uno dei sotto-temi presenti nel documento del Papa, anche con testimonianze dei protagonisti, illustrate a fumetti. Quest’ultimo, in particolare, è arricchito con il racconto dell’esperienza di vita di una donna in fuga, che spiega come il lavoro di squadra e l’accettazione reciproca possano far sperare in un futuro più luminoso e in una coesistenza pacifica tra uomini di differenti religioni. È irachena e si chiama Sarah Hassan. Appartenente alla minoranza yazida, ha dovuto abbandonare in tutta fretta il suo villaggio quando il cosiddetto stato islamico invase la Piana di Ninive. «Vivevo a Dogorî, nel distretto strategico di Sinjar, lungo il confine; — spiega — ma quando abbiamo raggiunto il Kurdistan i musulmani ci hanno aperto le loro moschee e i cristiani hanno fatto lo stesso spalancando le porte delle loro chiese; e questo ci ha aiutati ad avere meno paura».

Secondo Sarah l’appartenenza religiosa non deve mai essere un ostacolo: «L’umanità è più grande di tutti noi», dice, aggiungendo che non si possono trovare soluzioni ai problemi ricorrendo alla violenza, specialmente quando ci sono di mezzo i bambini, indipendentemente dal fatto che siano musulmani, yazidi, kakaï — un’altra minoranza poco conosciuta ma presente da tempo sul territorio — o cristiani: perché toccherà a loro costruire «un mondo migliore».

Il filmato si conclude con l’icona della fuga in Egitto della Santa famiglia di Nazareth a ricordare come al centro della riflessione di Papa Francesco e della Chiesa ci sia quest’anno proprio «Gesù bambino, sfollato e profugo insieme ai suoi genitori».