· Città del Vaticano ·

Aumentano le ingerenze straniere in Libia

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L’Onu denuncia anche la presenza di un numero sempre più alto di mercenari

10 luglio 2020

Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha denunciato al Consiglio di sicurezza dell’Onu che le ingerenze straniere in Libia hanno raggiunto livelli senza precedenti. E con esse si registra anche «un numero sempre più alto di mercenari coinvolti nei combattimenti». Bisogna dunque mettere fine quanto prima al conflitto in questo Paese, ha quindi dichiarato il segretario generale dell’Onu, sottolineando che la situazione in Libia «è buia».

L’importante incontro di livello ministeriale, al quale ha partecipato Guterres, ha riunito i membri del Consiglio di Sicurezza dell’Onu con i partecipanti della Conferenza di Berlino sulla Libia per promuovere la missione Unsmil e discutere i prossimi passi fondamentali. Erano presenti anche i rappresentanti di Unione Europea, Unione Africana, Lega Araba e di diversi Paesi.

«Il tempo non gioca a nostro favore — ha spiegato Guterres —. Il conflitto in Libia è entrato in una nuova fase, con interferenze straniere che raggiungono livelli senza precedenti». In particolare, l’Onu si dice preoccupata per l’allarmante accumulo di materiali militari nel Paese, in palese violazione dell’embargo sulle armi imposto proprio dalle Nazioni Unite.

Nel frattempo, il numero totale degli sfollati interni ammonta a più di 400.000 persone. L’arrivo del covid-19 rappresenta un ulteriore pericolo e la carenza di kit per i test sulla positività al coronavirus non permette di conoscere la vera portata della pandemia nel Paese.

Guterres ha tuttavia assicurato che l’Onu continuerà a lavorare con le parti in conflitto per raggiungere un cessate il fuoco e per riprendere un processo politico che ponga fine ai combattimenti e al collasso economico in cui è sprofondata la nazione nonostante le grandi riserve petrolifere.

Sulla crisi libica si è espresso anche il ministro degli Esteri tunisino, Noureddine Erray, intervenendo in videoconferenza al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. «La continua instabilità e lo stallo del processo politico in Libia costituisce una minaccia diretta per la pace e la sicurezza nella regione e nel mondo» ha affermato.

Erray ha poi ricordato la posizione coerente della Tunisia sulla questione libica, di incoraggiamento per una soluzione politica nel quadro dell’impegno per la legalità internazionale, si legge ancora in una nota del ministero degli Esteri di Tunisi. Il ministro ha anche annunciato che la Tunisia ha aderito al gruppo di azione umanitaria scaturito dalla Conferenza di Berlino e ha espresso soddisfazione per l’adozione unanime della risoluzione 2532 (2020) del Consiglio di sicurezza, proposta da Tunisia e Francia, che prevede un cessate il fuoco per almeno 90 giorni consecutivi per contrastare la diffusione del coronavirus.

Intanto, però, non si placano le tensioni nel Paese nordafricano. La regione di Janzour, ad ovest di Tripoli, è stata oggi teatro di scontri tra milizie affiliate al Governo di accordo nazionale (Gna), a causa di una disputa per il controllo di alcune stazioni di servizio di carburante. Lo rendono noto fonti locali, precisando che gli scontri sarebbero avvenuti a meno di 5 km dalla sede dell’Unsmil e avrebbero causato una decina di vittime.