· Città del Vaticano ·

Uscire dagli inganni e vivere un’occasione unica

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Il 1° giugno si celebra la Giornata internazionale dei genitori

01 giugno 2020

Fare il genitore è il mestiere più difficile del mondo dice un adagio anonimo ma che suscita sempre grande approvazione, un mestiere che nessuno insegna e che si può fare solo mettendo da parte se stessi per dedicarsi all’altro.

La prima attitudine indispensabile è l’amore, il genitore deve amare il figlio sempre e nonostante tutto, e già da qui si comincia a capire che si tratta di un “lavoro” non facile. Se è poi vero che lo sviluppo cerebrale di un bambino, e dunque ciò che sarà da grande, si decide nei suoi primi mille giorni di vita, si capisce perché il genitore è una figura fondamentale con una responsabilità gigantesca.

Il benessere, l’autostima, la capacità di apprendimento e di successo nella vita dei figli sono decisamente influenzati dal comportamento del padre e della madre che devono prendersi cura, ascoltare, mostrare affetto, conferma, condivisione e gioia nello stare insieme. Ma allo stesso tempo favorire l’individualità, l’autoregolazione e l’affermazione di sé attraverso il sostegno e la vicinanza affettiva.

Una figura dunque che va sostenuta in questo suo importantissimo impegno con politiche adeguate. Per questo le Nazioni Unite ogni anno il primi giugno celebrano la Giornata internazionale dei genitori per sensibilizzare i Governi a investire sulla famiglia, perché sia concesso più tempo ai genitori da passare con i figli. La Giornata mondiale vuole inoltre rendere omaggio alla dedizione dei genitori, al loro impegno e al loro sacrificio per garantire il futuro dei loro figli. Dagli anni '80, il ruolo della famiglia ha attirato sempre più l’attenzione della comunità internazionale.

Gli studi di pedagogia hanno rivelato che nei primi tre anni di vita, i genitori hanno un’occasione unica per contribuire allo sviluppo del cervello del loro bambino e per modellare la sua capacità di apprendere e dunque di avere da grande una vita migliore. Ma per fare ciò un genitore deve poter stare con i figli, ha bisogno di tempo da dedicare alla prole, solo così può assicurargli il miglior inizio possibile nella vita. Eppure la maggior parte dei capi famiglia non hanno altra scelta che lavorare per lunghe ore, spesso lontano da casa, per sostenere i loro cari. Ecco perché con la Giornata mondiale dei genitori le Nazioni Unite e l’Unicef invitano i governi e le imprese a investire di più in politiche in favore della famiglia, che offrano ai genitori il tempo e il sostegno necessari per aiutare a crescere bambini sani e felici.

Queste politiche, è stato dimostrato, risultano di vantaggio anche alle imprese e all’economia in generale. Tuttavia, ancora oggi, nel mondo troppi genitori non hanno accesso al congedo parentale retribuito, alle madri non sono concesse le pause per l’allattamento al seno, l’assistenza ai figli e l’assegno per i figli a carico.

Questa mancanza di politiche a misura di famiglia compromette la capacità dei genitori di creare un forte legame con il loro bambino nei primi anni di vita. Gli esperti sottolineano, infatti che avere tempo per stare con i figli contribuisce ad allevare bambini più sani e istruiti, migliora l’uguaglianza di genere, inoltre le imprese che adottano politiche di sostegno per la famiglia godono di una maggiore produttività dei dipendenti sul lavoro. Per questo sempre più aziende si stanno convertendo a un’organizzazione del lavoro a misura di famiglia, anche se, l’Onu giudica questo processo troppo lento.

Dunque in occasione della Giornata mondiale dei genitori l’Unicef invita i governi e le imprese a ripensare la politica del lavoro di domani, prevedendo per i lavoratori un congedo retribuito adeguato, sia nelle economie formali che in quelle informali, in modo da poter dedicare più tempo ai figli. Chiede di sostenere le madri in modo che possano mantenere l’allattamento esclusivo al seno almeno per sei mesi e prevedere un assegno per i figli per aiutare le famiglie a sostenerli.

di Anna Lisa Antonucci