· Città del Vaticano ·

Usa, non si placa la protesta

Saccheggi in un negozio a New York (Reuters)

Saccheggi e violenze in molte città e domani a Houston i funerali di Floyd

03 giugno 2020

Saccheggi, violenti scontri, vetrine dei supermarket in frantumi, negozi devastati. È un’atmosfera di guerra quella che oggi si respira nelle grandi metropoli americane, dove spesso risulta difficile distinguere tra dimostranti pacifici, gang locali e gruppi di provocatori. L’uccisione dell’afroamericano George Floyd a Minneapolis da parte di un agente bianco ha scatenato un’ondata di indignazione e violenza inattesa e dai molteplici risvolti.

A New York, in particolare a Manhattan, ci sono stati scontri tra la polizia ed i manifestanti ed alcune persone sono state arrestate. Ci sono stati episodi di saccheggio in molti alcuni negozi, come riferisce la Cnn. Tensioni si sono registrate anche sul Manhattan Bridge, dove si era riunita una folla di dimostranti. La Fifht Avenue, luogo simbolo dello shopping nella Grande Mela, si è trasformata in un campo di battaglia. «Non tollereremo la violenza» ha detto il sindaco Bill de Blasio, annunciando che il coprifuoco sarà esteso a tutta la settimana.

Stesse scene a Los Angeles: migliaia di persone si sono raccolte davanti alla residenza del sindaco, Eric Garcetti, per protestare. Il portavoce della polizia, Tony Im, ha reso noto che sono stati arrestati centinaia di dimostranti, in gran parte per aver violato il coprifuoco, a Hollywood, nel centro di Los Angeles, e nel quartiere di Hancock Park, dove si trova la residenza di Garcetti.

Circa diecimila persone hanno protestato pacificamente a Portland e in molti sono scesi in piazza anche dopo l’inizio del coprifuoco a Washington. La Casa Bianca resta blindata. Il Pentagono ha spostato 1.600 uomini nell’area in sostegno alle attività delle autorità locali. «Siamo indignati e sconvolti» ha detto il sindaco di Washington Muriel Bowser per il trattamento riservato ai manifestanti dalle forze di sicurezza davanti alla Casa Bianca. Contro la folla sono stati lanciati lacrimogeni e sparate pallottole di gomma per liberare la strada. «Le persone non stavano violando il coprifuoco, né provocando alcun attacco — ha detto Bowser — e sono state invece attaccate dalle autorità federali per sgomberare la strada per far passare il presidente».

Molto diverso il tono del presidente Donald Trump, che ha reso omaggio alle forze dell’ordine e in particolare David Dorn, il capitano della polizia di St. Louis «ucciso da spregevoli saccheggiatori la scorsa notte» ha twittato. «Onoriamo i nostri agenti di polizia, forse più di prima». Poi ha ribadito la sua linea: «La debolezza non batterà mai gli anarchici, i saccheggiatori o i criminali. Legge e ordine».

Domani a Houston, in Texas, si celebrano i funerali di Floyd. Com’è noto, le due principali autopsie, quella commissionata dalla famiglia e quella ufficiale, concordano: la morte dell’uomo è stata causata da soffocamento. Tuttavia, non c’è accordo sulle cause e questo potrebbe creare dubbi tra i giurati del processo e sulla gravità del reato (colposo o volontario).

Intanto, Joe Biden, ex vice presidente e attuale candidato democratico alla Casa Bianca, ha annunciato che parteciperà alla cerimonia. Lo ha confermato anche il legale della famiglia Floyd, Ben Crump. Biden, che ha vinto le primarie in Pennsylvania e Rhode Island ed è ormai a un passo dalla nomination, ha lanciato durissime critiche al presidente Donald Trump. Quest’ultimo è «più interessato al potere che ai principi» ha detto Biden. Trump «è più interessato agli interessi della sua base che ai bisogni delle persone di cui dovrebbe occuparsi. Il dovere della presidenza, però, è occuparsi di noi, non solo dei propri elettori e finanziatori, ma di tutti noi».