· Città del Vaticano ·

Un mondo che stupì Virgilio

Il castello di Ugento

Punti di resistenza

13 giugno 2020

In viaggio nel Salento


Quest’anno come non accadeva almeno dagli anni Settanta, la villeggiatura si svolgerà a una manciata di chilometri da casa. Prudenza che non accorcerà soltanto gli spazi ma soprattutto i tempi. Si tornerà a viaggiare in macchina, con un bagagliaio stracarico di valige e magari la casa dei nonni come destinazione. Si dice che anche dal fango può nascere un fiore, e da questo lungo letargo obbligato ritroveremo quell’Italia rimasta per troppo tempo confinata nei nostri ricordi o ancora sconosciuta.

Questo viaggio incomincia dal lembo di terra più a sud di tutta la penisola, il Salento. Luogo di cultura e di stupore fin dai tempi di Virgilio, terra che travolge e inebria di suggestioni. Il sogno a occhi aperti di Federico di Svevia che si innamorò a tal punto di quegli scenari intrisi di profumi speziati e fragranze raffinate da eleggerlo a luogo dell’anima. Tutto in questa terra magica sembra voler raccontare qualcosa, anche i piccoli agglomerati urbani sparpagliati come satelliti nella distesa piatta e allungata del Tavoliere.

In mezzo alle tracce misere dell’Italia postbellica del boom economico fatte di casette tristi, di colpo si vedono svettare un antico campanile, una chiesa barocca, un palazzo maestoso e poi addentrandosi nei vicoli di chianche lucide e bianche appare all’improvviso una piazza così bella da togliere il fiato.

Charles Andriaensen, industriale belga, produttore discografico e fondatore di Outhere Music, casa discografica leader in Europa nella produzione di registrazione di musica classica, arriva nel Salento in vacanza con la sua numerosa famiglia e resta talmente conquistato da questo piccolo angolo di paradiso da decidere di restare e dar vita a qualcosa di davvero unico nel suo genere. Nel 2009 debutta il Festival Muse Salentine, totalmente dedicato alla musica classica.

Un appuntamento che si ripete due volte l’anno, nel cuore dell’estate e a settembre, e che non cerca soltanto di valorizzare il territorio attraverso l’organizzazione di eventi culturali di alto profilo, ma di rendere l’antico palazzo San Giovanni di Alessano un vero e proprio atelier per artisti.

Una parte di questa dimora infatti è dedicata all’ospitalità di giovani talentuosi che arrivano da tutte le parti del mondo e che all’ombra dei grandi alberi esotici hanno l’opportunità di poter lavorare e confrontarsi in spazi creativi unici. Ogni concerto che si svolge nella grande sala centrale o nel grande giardino ha una platea che non supera mai i 150 spettatori per far sì che si possa instaurare tra performers e pubblico un legame quasi empatico.

Il programma, in continua evoluzione, è personalmente studiato da Charles e da sua moglie Diane, scrittrice ed esperta di botanica. Dal 2014 hanno instaurato una collaborazione con la prestigiosa istituzione musicale Queen Elisabeth Music Chapel del Belgio e l’appuntamento con i loro eventi salentini è un must per gli appassionati di musica e di cultura di tutto il mondo.

Il nostro itinerario prosegue ad Est, direzione Lecce, dove incontriamo, nella minuscola frazione di Depressa, Francesco Winspeare. La sua è una delle più antiche famiglie naturalizzate salentine, sia pur di origine anglo-mitteleuropea, di quelle che dell’horror vacui hanno fatto una necessità, e il Salento lo hanno riempito non soltanto di fastosi fregi barocchi ma di molto altro.

Francesco ha cambiato l’assetto della sua azienda rendendo le antiche masserie di famiglia delle residenze, potenziando con grande capacità imprenditoriale la storica cantina Castel di Salve che venne fondata a fine Ottocento. Oggi è un piccolo gioiello di archeologia industriale, costruita con volte a stella in stile leccese, pilastri monumentali, e muretti a secco.

L’obiettivo di trasmettere attraverso la sua produzione i colori della terra rossastra del Salento e il profumo del mare è diventata nel tempo il leitmotiv della sua vita così come per suo fratello Edoardo che ha reso il Salento scenografia dei suoi tanti film nei quali è riuscito a intrecciare immagini e sensazioni attraverso lo sguardo vellutato della moglie Celeste, attrice protagonista di ogni sua opera cinematografica ed emblema di quella cultura meridionale, miscellanea di bellezza senza filtri ed emotività.

Risalendo lungo la costa ionica, il nostro viaggio raggiunge il castello di Ugento, roccaforte della millenaria cittadina sulla punta meridionale del Salento a dieci minuti dalle spiagge del mar Ionio. Qui sembra che il tempo si sia fermato, nonostante Diana E. Bianchi e Massimo Fasanella d’Amore, abbiano messo mano alla monumentale struttura, adagiata sulla riscoperta area sotterranea normanna, rendendola eco-sostenibile.

Il castello, feudo dal 1600 della famiglia d’Amore, ha fatto del cibo il suo punto di forza, ospitando il Puglia Culinary Centre, eccellenza in campo gastronomico partner ufficiale del Culinary Institute of America che ha sviluppato un laboratorio di ricerca nella specializzazione sulla cucina italiana. E forse non è un caso che sia circondato da un giardino settecentesco di “piante utili” con oltre cento varietà di erbe aromatiche medicinali e antichi frutti.

di Flaminia Marinaro