· Città del Vaticano ·

Spiragli di dialogo in Libia

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Haftar e al-Serraj concordano la ripresa dei colloqui

03 giugno 2020

Le parti in conflitto in Libia, ovvero il governo di accordo nazionale, guidato dal Fayez al-Serraj e le forze del generale Khalifa Haftar, hanno concordato di riprendere i colloqui per giungere ad un cessate il fuoco nel Paese. Lo ha reso noto ieri la missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil) in una nota nella quale si afferma «che il ritorno delle due parti al dialogo è una risposta al desiderio e alle chiamate della stragrande maggioranza dei libici che sono desiderosi di tornare a una vita sicura e dignitosa il più rapidamente possibile».

Dato che in Libia si combatte ancora, l’Unsmil auspica anche che la ripresa delle trattative possa portare a «una tregua umanitaria», un passo importante nella direzione di un cessate il fuoco permanente e che permetterebbe alle autorità libiche di concentrarsi sulla lotta al coronavirus. Ciò nonostante, la missione Onu non ha ancora comunicato quando riprenderanno i colloqui, limitandosi a precisare che essi si svolgeranno «in videoconferenza alla causa dell’emergenza coronavirus». L’Unsmil — si legge ancora nella nota — «accoglie con favore l’accettazione, da parte sia del governo di Accordo nazionale (guidato da al-Serraj, ndr) sia dell’Esercito nazionale libico (le forze di Haftar, ndr), della ripresa dei colloqui per il cessate il fuoco e i relativi accordi di sicurezza basati sul progetto di accordo che la missione ha presentato alle parti durante i colloqui Jmc (il Comitato congiunto militare 5+5) il 23 febbraio 2020».

La crisi libica sarà oggi al centro della missione del ministro degli Esteri francese Jean Yves Le Drian in Italia. In agenda, un colloquio con il titolare della Farnesina Luigi Di Maio, preceduto da una visita alla sede della Protezione civile. Due giorni fa il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, ha avuto un colloquio telefonico con il generale Haftar. «Il presidente Conte ha ribadito l’ineludibilità della soluzione politica, il rifiuto di ogni opzione militare e la necessità di un immediato cessate il fuoco. Attenzione di Haftar al forte invito del presidente alla rapida ripresa del dialogo intra-libico» si legge in una nota di Palazzo Chigi.

Da segnalare, oggi, la dichiarazione del ministro degli esteri turco, Mevlut Cavusgolu, secondo cui «Haftar non può vincere la guerra in Libia» ma «non vuole una soluzione politica». La Turchia sostiene il governo di al-Serraj.