· Città del Vaticano ·

Si complica la partita libica

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Saltato il summit a Istanbul tra Russia e Turchia

15 giugno 2020

La crisi libica rischia di aggravarsi notevolmente. E' saltato ieri all'improvviso il vertice fra Turchia e Russia in programma a Istanbul che doveva concentrarsi sulla situazione in Libia. La delegazione russa era già arrivata sabato sera per partecipare ai lavori di un incontro considerato decisivo per raggiungere un patto politico per la fine del conflitto che si trascina da anni.

Nessuna spiegazione, a livello ufficiale, sulla cancellazione del summit. Secondo la stampa, tra le due parti non è stato raggiunto un accordo preliminare.

Mosca vorrebbe far ripartire le trattative per una soluzione politica che coinvolga anche Khalifa Haftar, il generale di Bengasi che minaccia Tripoli. La Turchia, che ha un importante alleato nel premier Fayez al-Serraj, alla guida del governo riconosciuto dall’Onu, si rifiuta di riconoscere Haftar come un interlocutore politico, soprattutto dopo i suoi ripetuti rifiuti di una tregua chiesta dopo la conferenza di Berlino svoltasi lo scorso gennaio.

Va detto che nelle ultime settimane, proprio grazie al sostegno turco, le truppe di al-Serraj sono riuscite a recuperare terreno e riconquistare importanti centri strategici prima nelle mani di Haftar.

Dopo i successi militari, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan intende far proseguire l'offensiva militare verso Sirte e la Cirenaica per accerchiare Haftar e costringerlo alla resa. Una posizione non condivisa da Mosca.

E così, data la divergenza di vedute registrata nelle ultime ore, i due ministri degli Esteri, il russo Sergei Lavrov e il turco Mevlut Cavusoglu, hanno convenuto al telefono di rinviare l'incontro addirittura «a una data futura».

Tra i punti cruciali sul tavolo del summit saltato c’era anche — affermano fonti della stampa internazionale — l'intenzione russa di installare due sue basi, una navale e una aerea, in Cirenaica.

Un asse considerato essenziale da Mosca per potersi affacciare sul Mediterraneo, dotandosi di una prospettiva strategica nuova in chiave anti-Nato.

Un altro punto importante, le divergenze riguardano infine la cosiddetta iniziativa del Cairo sulla Libia, promossa dal presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi.

Questa proposta estrometterebbe i turchi da ogni attività in Libia con la costituzione di un nuovo Consiglio presidenziale e quindi la probabile sostituzione di al-Serraj. Mosca si è detta favorevole, ma con molte riserve.

Netta, ovviamente, l’opposizione di Ankara, che ha evidenti interessi economici in Libia, soprattutto sul piano petrolifero. Poche settimane fa i turchi hanno annunciato l’avvio di trivellazioni al largo del paese africano. Trivellazioni contestate da Cipro e dall’Unione europea.