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Raid israeliani al confine della striscia di Gaza

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Dopo il lancio di razzi da parte di Hamas per protestare contro il piano di annessioni voluto dal governo Netanyahu

27 giugno 2020

A pochi giorni dall’avvio del piano di annessioni unilaterali dei Territori palestinesi da parte di Israele, torna alta la tensione al confine con la striscia di Gaza. Caccia israeliani hanno colpito postazioni di Hamas nella striscia rispondendo al lancio di alcuni razzi dal territorio palestinese verso il sud di Israele. Lo hanno riferito le Forze armate israeliane su Twitter, affermando che «riteniamo Hamas responsabile di tutte le azioni terroristiche provenienti da Gaza» e spiegando che «in risposta a due razzi lanciati verso Israele, i nostri jet da combattimento hanno colpito un centro di Hamas per la produzione di razzi e una struttura per la fabbricazione di armi a Gaza».

Secondo il «Jerusalem Post», non ci sarebbero vittime né feriti a causa del lancio di razzi verso il sud di Israele. Non si segnalano nemmeno danni materiali. Secondo le ricostruzioni, un missile è caduto in un campo aperto, l’altro probabilmente è rimasto nel territorio palestinese.

Due giorni fa il portavoce dell’ala militare di Hamas, Abu Obeida, aveva avvertito che eventuali annessioni da parte di Israele di aree dei Territori sarebbero considerate dai palestinesi alla stregua di «una dichiarazione di guerra». Ieri Sallah Bardawil, un dirigente politico di Hamas, durante un comizio tenuto nel sud della Striscia ha ribadito l’intenzione di lanciare un’offensiva su larga scala se il governo Netanyahu non farà un passo indietro e andrà avanti nel suo progetto.

Da parte israeliana, da rilevare la posizione espressa dal ministro della difesa e vice premier Benny Gantz. «Se i palestinesi vorranno gestire un negoziato serio, sono pronto a recarmi a Ramallah domani mattina per discuterne» ha scritto Gantz in post su Facebook al termine di un dibattito nel suo partito Blu Bianco sul piano di pace proposto dal presidente statunitense Donald Trump. Gantz ha espresso una linea “morbida” assicurando che «Israele non estenderà la sovranità in aree in cui vivono molti palestinesi» ed eviterà «di limitare la loro libertà di movimento». Inoltre: «Se ci saranno cittadini palestinesi nelle zone in cui sarà estesa la nostra sovranità, riceveranno diritti eguali» ha aggiunto. Il governo avrà cura, ha precisato Gantz, «di non arrecare danno alcuno alla nostra sicurezza nazionale, agli accordi di pace e ai nostri beni strategici». «La questione politica che abbiamo di fronte — ha aggiunto in un’altra dichiarazione — è un processo complesso e storico che influenzerà lo stato d’Israele nei prossimi decenni. La affronteremo in modo responsabile e puntuale».

Sul piano internazionale, da segnalare la presa di posizione, ieri, dell’Unione europea. Se ci saranno le annessioni — ha detto un portavoce — «reagiremo di conseguenza».