· Città del Vaticano ·

Proteste in Israele per il piano di annessione dei Territori

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Migliaia in piazza a Tel Aviv contro il governo Netanyahu

08 giugno 2020

Migliaia di israeliani, ebrei ed arabi, hanno partecipato ieri nella Piazza Rabin di Tel Aviv ad un raduno, indetto da diverse organizzazioni, per protestare contro il progetto di annessione dei Territori palestinesi presentato dal governo del premier Benjamin Netanyahu, in linea con il piano dell’amministrazione Usa, e che scatterà a partire dall’inizio di luglio.

La manifestazione è sfociata anche in episodi di violenza e scontri. La polizia israeliana ha arrestato 12 persone che, secondo la versione ufficiale, avevano «intralciato il traffico». Fra gli arrestati anche Tomer Appelbaum, un fotografo del quotidiano «Haaretz» che stava riprendendo il comportamento degli agenti. Su Twitter, Appelbaum ha poi scritto di essere stato percosso durante l’arresto malgrado — ha assicurato — egli non avesse opposto alcuna resistenza perché impegnato a proteggere i propri apparecchi fotografici. La manifestazione, nella quale sventolano bandiere israeliane e palestinesi, è stata indetta dal partito di sinistra Meretz e da Hadash, fazione comunista della Lista Araba Unita, insieme ad altri gruppi di sinistra di diritti civili.

La tensione è alta in tutti i Territori palestinesi. Almeno sei manifestanti palestinesi sono stati feriti e altri intossicati in varie località, in scontri con l’esercito israeliano durante proteste per i progetti di annessione da parte di Israele e nel 53° anniversario della Guerra dei 6 giorni del 1967. Secondo l’agenzia palestinese Wafa, a Tubas nel nord est dei Territori dozzine di dimostranti hanno marciato, «in segno di condanna della programmata mossa israeliana», verso il villaggio di Atouf, dove sono avvenuti gli incidenti. Lo stesso è avvenuto nel distretto di Qalqilia dove una manifestazione si è svolta nel villaggio di Kafr Qaddum. A Nablus, nel nord dei Territori, molti palestinesi — ha riferito la stessa fonte — hanno svolto le preghiere fuori del villaggio di Qusin in segno di protesta. Proteste simili si sono svolte in altre aree, tra cui Hebron. In questa zona fonti degli insediamenti ebraici locali hanno denunciato «atti vandalici ai campi agricoli e ai pascoli» da parte palestinese.

Sul piano diplomatico, è di pochi giorni fa la notizia che la Russia sta cercando di organizzare nelle prossime settimane un incontro fra dirigenti palestinesi e statunitensi, e al tempo stesso si offre anche di operare per un incontro fra il presidente palestinese Mahmoud Abbas e il premier israeliano Netanyahu. L’obiettivo dell’incontro fra i dirigenti palestinesi e statunitensi — secondo informazioni diffuse dal portale Ynet e rilanciate dalla stampa internazionale — sarebbe quello di fornire ai palestinesi l’occasione di proporre modifiche al piano Trump. Il sito menziona una video-conferenza tenutasi fra imprecisati funzionari del Quartetto (Usa, Ue, Russia e Onu). Finora di questa iniziativa non c'è però conferma. Diversi commentatori ritengono che resti totale la opposizione di Mahmoud Abbas ad ogni iniziativa che includa riferimenti al piano Trump. Anche a possibili sue modifiche.