· Città del Vaticano ·

Per la costruzione di una società nuova

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I lavori del comitato esecutivo del Wcc su lotta al razzismo e solidarietà attiva

08 giugno 2020

I cristiani sono chiamati a combattere il razzismo: questo è stato uno degli impegni presi dal Comitato esecutivo del Consiglio ecumenico delle Chiese (Wcc), che si è riunito, in modalità virtuale, dal 1° al 3 giugno. L’organismo ha pubblicato una dichiarazione nella quale ha riaffermato la priorità che i cristiani devono attribuire alla lotta contro il razzismo in ogni sua forma. Per il comitato l’omicidio di George Floyd ha mostrato quanto ancora deve essere fatto per estirpare il razzismo, nonostante i progetti e le iniziative ecumeniche (che hanno assunto spesso anche una dimensione interreligiosa) messi in campo negli ultimi anni in varie nazioni; negli Stati Uniti il Consiglio delle Chiese cristiane ha fatto della lotta al razzismo uno dei suoi impegni prioritari ma questo non è stato sufficiente.

Il World Council of Churches ha invitato a far conoscere le parole di condanna che in questi giorni organismi ecumenici e leader religiosi hanno pronunciato per sconfessare qualunque giustificazione religiosa del razzismo; al tempo stesso si devono identificare dei percorsi con i quali colpire le radici dell’odioso fenomeno in modo da rimuoverlo dalla società. La condanna dell’omicidio Floyd e un rinnovato impegno ecumenico per una cultura della pace sono stati fra i temi affrontati dal Comitato esecutivo che ha discusso anche del ruolo delle Chiese nel tempo di pandemia. In una dichiarazione, dedicata a questo tema, dopo aver preso in esame le conseguenze sociali ed economiche del coronavirus, l’organismo ecumenico ha ricordato a tutti che «la Chiesa è chiamata a essere la luce del mondo e il sale della terra»: parole che devono sempre guidare la testimonianza ecumenica e assumono un significato nuovo nei tempi presenti perché aiutano i cristiani a farsi portatori di una speranza con la quale vincere paure e timori, favorendo una riflessione per la costruzione di una società nuova.

Nel rinnovare la preoccupazione per la circolazione di false notizie sulla pandemia — dalla teoria di un complotto mondiale a una lettura fondamentalista — il Consiglio ecumenico delle Chiese ha rinnovato l’appello affinché tutti i cristiani siano testimoni di «una solidarietà attiva e condivisa secondo lo spirito delle prime comunità cristiane».

Nel corso della riunione il comitato ha stabilito fra l’altro di rinviare l’assemblea generale del Wcc, inizialmente prevista nel settembre 2021; questa decisione è stata presa dopo una serie di valutazioni fatte con la Chiesa evangelica tedesca che coordina il gruppo di Chiese e organismi locali che stavano preparando tutto quanto era necessario per lo svolgimento dell’incontro. L’assemblea prevede la partecipazione di oltre ottocento delegati in rappresentanza delle trecentocinquanta Chiese membro. La decisione è stata presa per la situazione di incertezza determinata dalla pandemia ancora in atto; nel confermare la scelta di Karlsruhe e del tema, Christ’s love moves the world to reconciliation and unity, il comitato ha ipotizzato di svolgere l’assemblea nella seconda metà del 2022 quando ci si augura che la situazione generale possa assicurare a tutti i delegati di prenderne parte. Per Agnes Abuom, moderatrice del World Council of Churches, il rinvio di un anno potrà consentire la partecipazione di tutti coloro che «desiderano camminare, lavorare e pregare insieme secondo quanto il Wcc è venuto costruendo negli oltre settant’anni della sua esistenza». In vista dell’evento i membri sono stati invitati a proseguire la riflessione ecumenica sull’impatto nella vita delle Chiese della drammatica situazione globale causata dalla pandemia, in modo che l’assemblea possa essere l’occasione per definire un cammino comune di assistenza degli ultimi e di ripensamento delle dinamiche economiche, rilanciando un’attenzione particolare alla casa comune.

Al termine della riunione è stata annunciata la riconferma di padre Ioan Sauca — membro della Chiesa ortodossa romena, per anni docente e direttore dell’Istituto di studi ecumenici di Bossey — a segretario generale ad interim (incarico che aveva assunto a marzo, succedendo al pastore luterano norvegese Olav Fyske Tveit), fino alla prossima riunione del Comitato centrale del Wcc, che si terrà nel giugno 2021.

di Riccardo Burigana