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Novanta arresti a New York alla vigilia dei funerali di Floyd

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Critiche a Trump da parte del segretario alla difesa Esper mentre proseguono le proteste in molte città

04 giugno 2020

Tafferugli a New York tra manifestanti e polizia nelle proteste per l’uccisione di George Floyd, l’afroamericano morto soffocato da un agente bianco a Minneapolis. Novanta gli arrestati, ma non sono stati segnalati saccheggi. Oggi i funerali, ci sarà anche l’ex vicepresidente e principale candidato democratico alla Casa Bianca Joe Biden. E mentre la Casa Bianca viene blindata anche dalla Guardia Nazionale, si apprende che il poliziotto che lunedì scorso aveva ucciso un giovane a San Francisco nelle proteste aveva scambiato il suo martello per una pistola.

L’attorney general del Minnesota Keith Ellison ha aggravato l’imputazione per Derek Chauvin, l’agente bianco che ha tenuto premuto il ginocchio sul collo di Floyd causandone la morte. L’accusa è omicidio volontario, non più colposo; l’uomo ora rischia sino a 40 anni di carcere. Il giudice ha ordinato l’arresto dei suoi tre colleghi accusandoli di complicità. Soddisfazione è stata espressa dalla famiglia di Floyd: «Un passo importante verso la giustizia» ha commentato.

Intanto, anche l’Amministrazione sta affrontando notevoli problemi. Travolto dalle accuse di aver politicizzato l’esercito, il capo del Pentagono Mark Esper ha preso le distanze dal presidente Donald Trump, in particolare sulla decisione di schierare l’esercito. Il segretario alla difesa si è detto contrario ad invocare l’Insurrection Act del 1807, la legge che consente al presidente di impiegare le truppe contro disordini e insurrezioni e che fu usata l’ultima volta nel 1992 contro le sommosse a sfondo razziale scoppiate nella città di Los Angeles. «L’opzione di usare l’esercito nel ruolo di polizia dovrebbe essere l’ultima spiaggia e solo nelle situazioni più urgenti e gravi; ma ora non siamo in uno di questi momenti» ha spiegato Esper. «Il mio obiettivo è quello di tenere le forze armate fuori della politica» ha assicurato Esper, anche se nel frattempo 1600 soldati sono stati schierati nei dintorni della capitale per intervenire in caso di necessità. Esper ha inoltre criticato duramente Trump per la controversa foto con la Bibbia di fronte alla St. John Church.

Secca la risposta della Casa Bianca. «Al momento Esper è ancora segretario alla difesa e se il presidente perde fiducia in lui ve lo faremo sapere» ha detto la portavoce della Casa Bianca Kayleigh McEnany.

Intanto, nel pieno delle proteste, ieri è intervenuto l’ex presidente Barack Obama, invitando «a cogliere l’opportunità delle proteste per la morte di Floyd per attuare riforme e ottenere un cambiamento reale». Occorre fare questo «evidenziando i problemi», «mettendo a disagio le persone al potere e poi andando a votare». L’ex presidente degli Stati Uniti ha detto che rispetto agli anni Sessanta ora c'è «un’ampia coalizione, una maggiore consapevolezza delle iniquità, il coinvolgimento di giovani che hanno il potere e il talento per far cambiare le cose».

Nel frattempo, da segnalare che la popolare catena di empori Walmart ha deciso di togliere le armi in alcuni suoi negozi come misura precauzionale dopo i saccheggi verificatisi nelle proteste. Lo riferisce la Cnn.