· Città del Vaticano ·

Lo scrittore che ha reinventato il best seller

Carlos Ruiz Zafón

È morto Carlos Ruiz Zafón, autore de «L’ombra del vento»

20 giugno 2020

Considerato da alcuni editori lo scrittore spagnolo più letto dai tempi di Miguel de Cervantes, in questi primi decenni del XXI secolo è indubbiamente uno degli autori più seguiti e apprezzati in tutto il mondo e uno dei nomi imprescindibili per comprendere la letteratura in castigliano e la sua proiezione internazionale. Lo scrittore spagnolo Carlos Ruiz Zafón è morto venerdì 19 giugno, all’età di 55 anni, nella casa di Los Angeles, dopo una lunga malattia. I suoi romanzi sono stati ben accolti ovunque nel mondo, tradotti in più di 50 lingue e la sua prosa è diventata un fenomeno universale che ha fatto di lui un punto di riferimento della letteratura del XXI secolo.

Non si può inquadrare in nessuna scuola letteraria, la sua penna e il suo spirito di scrittore erano liberi. Ha saputo da sempre di volersi dedicare alla scrittura. Ha iniziato a farlo non appena è riuscito prendere in mano una penna e un foglio di carta, come lui stesso ha raccontato in una delle sue rare apparizioni pubbliche. Ha lavorato prima nel mondo della pubblicità, poi nell’industria cinematografica di Hollywood e infine in quella musicale, come compositore, acquisendo un vasto bagaglio culturale che ha saputo abilmente trasferire nei suoi libri.

Nelle pagine dei suoi romanzi ha riversato la passione per la lettura, per le atmosfere magiche, con uno stile fluido, coronato da ricchi dialoghi che delineano i personaggi, influenzato in gran misura da quel mondo audiovisivo che pure amava tanto. Le sue storie sono avvincenti e ben costruite, i protagonisti pervasi di malinconia, a volte con una venatura di oscurantismo e di tragedia. Con loro ha creato un universo personale ineguagliabile. Descriveva le scene con la maestria di una pellicola cinematografica classica. La letteratura stessa era la sua fonte d’ispirazione. Le sue opere sono costellate di personaggi che amano i libri, di altri che li odiano e di alcuni che li commerciano.

«Ogni libro, ogni volume che vedi, ha un’anima. L’anima di chi lo ha scritto e l’anima di chi lo ha letto, vissuto e sognato», ha scritto in L’ombra del vento. È questo il suo libro più acclamato, diventato un fenomeno editoriale in mezzo mondo — dalla sua pubblicazione nel 2001 ne sono state vendute più di dieci milioni di copie in cinquanta Paesi — che ha consacrato il suo autore come maestro della letteratura contemporanea. Di fatto, è considerato uno dei cento migliori romanzi in spagnolo degli ultimi anni. La storia è ambientata in una Barcellona gotica e in un immaginario Cimitero dei libri dimenticati, e fa parte di una tetralogia, unitamente a Il gioco dell’angelo (2008), Il prigioniero del cielo (2011) e Il labirinto degli spiriti (2016). Concepiti come un omaggio alla letteratura, insieme formano un universo multisensoriale, uno straordinario viaggio in mondi immaginari.

La storia della pubblicazione di L’ombra del vento, il suo primo grande romanzo per adulti — poiché fino a quel momento si era dedicato soprattutto alla letteratura per ragazzi — è singolare. Zafón aveva presentato il libro al Premio letterario Fernando Lara, promosso dalla prestigiosa casa editrice Planeta. Ma non l’aveva vinto, anche se era stato tra i finalisti. Lo scrittore Terenci Moix, membro della giuria, era però rimasto talmente affascinato da quel romanzo da insistere affinché la casa editrice desse un’opportunità al suo autore e lo pubblicasse.

L’ha avuta, e il libro è uscito quasi senza essere pubblicizzato e con pochissime previsioni di successo. Gli esperti del settore la vedevano, in fin dei conti, come un’opera scartata a un premio di un concorso per scrittori debuttanti. Ma il romanzo ha rotto tutti gli schemi, ha reinventato i codici del best-seller e ha ottenuto il favore unanime del pubblico e delle critica. In meno di un anno solo in Spagna ne sono state vendute più di 300.000 copie. Poco dopo il mercato internazionale ha cominciato a interessarsene e da lì è iniziato un vero e proprio boom. «Devi essere un vero romantico per riuscire ad apprezzarne tutto il valore, ma se lo sei, la sua lettura è affascinante», ha detto Stephen King di L’ombra del vento.

Nato a Barcellona nel 1964, Carlos Ruiz Zafón ha trascorso l’infanzia in un appartamento non distante dalla basilica della Sagrada Familia, facendo di quel monumento e della sua città i protagonisti delle sue opere. Ha iniziato scrivendo racconti per ragazzi e nel 1993 ha vinto il Premio Edebé di Letteratura giovanile con il suo primo romanzo Il principe della nebbia. Con i soldi del premio nel 1994 si è trasferito a Los Angeles, negli Stati Uniti, dove risiedeva ancora con la sua famiglia. Lì ha conciliato la sua indole letteraria con la scrittura di sceneggiature cinematografiche, un’altra delle sue passioni. Ha anche continuato a scrivere libri dedicati ai ragazzi: Il palazzo della mezzanotte (1994), Le luci di settembre (1995), e Marina (1999), la sua opera più personale, a detta dell’autore stesso. «I giovani sono i lettori più esigenti, sinceri e dediti che uno scrittore possa trovare. Sono stato molto fortunato. Una delle mie soddisfazioni più grandi è stata che quei libri hanno contribuito a spingere tanti giovani alla lettura».

di Lorena Pacho Pedroche