· Città del Vaticano ·

Lettere dal direttore

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27 giugno 2020

Felice l’intuizione della Fondazione Laudato si’ dell’arcidiocesi di Madrid: El camino del anillo, pellegrinaggio a piedi di 122 chilometri in sette giorni negli scenari “tolkieniani” della Sierra Nord di Madrid. Già da parecchi anni, anche in Italia, molti campi estivi degli oratori parrocchiali sono ispirati ai romanzi di Tolkien ma questa notizia segna un vero salto di qualità.

L’idea è buona perché coglie un aspetto essenziale di queste storie — Lo hobbit e Il signore degli anelli — grazie alle quali Tolkien è diventato lo scrittore più letto al mondo: la dimensione vocazionale. Sono due storie di “chiamate” e di viaggi “in uscita”, il che vuol dire anche viaggi interiori, due inviti ad andare lontano, dentro di sé. In entrambi i romanzi la chiamata proviene dallo stesso personaggio, il mago Gandalf che invita prima Bilbo e poi il nipote Frodo a fare della propria esistenza un’avventura esortandoli a lasciare la troppo confortevole Contea per mettersi a servizio di una storia più grande. All’avvento, imprevisto e irruento, di Gandalf nella pacifica Contea, risponderanno i due hobbit con il loro “esodo”.

Il nome elfico di Gandalf è Mithrandir, cioè “Il grigio pellegrino”. Questo ostinato viandante che gira per la Terra di Mezzo cercando di risvegliare le coscienze e riscaldare i cuori di tutti gli uomini di buona volontà è un po’ figura, poco graziosa, della Grazia, che bussa alle porte di tutte le case, chiedendo di essere accolta, ma quel nome che gli elfi gli hanno attribuito dice una verità profonda di ogni uomo: ognuno di noi, su questa terra, è un pellegrino, in viaggio (dentro e fuori di sé) verso una meta, ed è grigio, cioè è teso, conteso, diviso fino all’ultimo tra due possibili strade, due esiti opposti, che finché si è vivi sono mischiati insieme in ogni azione e comportamento che mettiamo in essere. Non è un caso che solo “morendo” Gandalf il grigio potrà diventare Gandalf il Bianco, invincibile combattente per il bene nel drammatico campo di battaglia che è la Terra di Mezzo che è la nostra terra, “in mezzo”, grigia, da attraversare cercando di far prevalere la luce sulle tenebre.

Una grande avventura, una missione pericolosa, insomma una cosa da hobbit.

A.M.