· Città del Vaticano ·

Allarme dell’Fmi che chiede ai governi maggiori investimenti nel lavoro e nella sanità

La pandemia può ridurre in miseria cento milioni di persone

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12 giugno 2020

La crisi del coronavirus potrebbe ridurre fino a 100 milioni di persone in condizioni di estrema povertà vanificando gli sforzi fatti negli ultimi tre anni. L’allarme arriva dal direttore generale del Fondo monetario internazionale (Fmi), Kristalina Georgieva, secondo la quale, alla luce di questa emergenza, le autorità «devono fare tutto quello che è in loro potere per promuovere una crescita più inclusiva». Tuttavia, Georgieva ha spiegato che «assicurare un ritorno alla crescita dopo il coronavirus non è abbastanza: c'è bisogno di riforme e investimenti per migliorare significativamente le prospettive economiche dei più deboli». Georgieva ha insistito sull’urgenza di maggiori investimenti sanitari, sul rafforzamento delle reti di assistenza sociale e sul maggiore accesso a un’istruzione di qualità. «Nel medio termine ci sarà spazio per migliorare l’efficienza della spesa pubblica. C'è anche spazio per una riforma delle tasse: per esempio alcune economie avanzate ed emergenti potrebbero aumentare le tasse più alte sui redditi personali» ha spiegato Georgieva. «I paesi potrebbero anche assicurarsi che il loro sistema riesca a catturare i guadagni dai “vincitori” della crisi, incluse forse le attività digitali. E dovrebbe esserci uno sforzo concertato contro i flussi illeciti e le scappatoie fiscali».

L’avvertimento dell’Fmi sul rischio di milioni di nuovi poveri si va ad aggiungere all’allarme dell’Ocse e alle stime caute della Fed (Federal Reserve) sulla crescita e soprattutto sul mercato del lavoro. Previsioni, quelle della banca centrale americana, che trovano conferma nel nuovo aumento delle richieste dei sussidi alla disoccupazione, saliti di altri 1,5 milioni. Dalle Borse non arrivano segnali positivi. Ieri le piazze europee hanno chiuso in profondo rosso bruciando 328 miliardi. Pesano i timori legati alla pandemia e alle misure dei governi. Wall Street ha archiviato la peggiore seduta dal 16 marzo.