· Città del Vaticano ·

In Brasile un morto al minuto

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Guterres interviene al vertice Gavi e chiede la possibilità di un vaccino per tutti

05 giugno 2020

Leggermente di più di un morto al minuto. Questo si evince dall’ultimo bilancio del ministero della Salute brasiliano relativo al numero delle vittime causate dal nuovo coronavirus nelle ultime 24 ore, 1.473 in tutto. Per il terzo giorno consecutivo il Brasile ha fatto registrare un nuovo record nel numero di decessi quotidiani. La cifra ha portato il totale delle perdite in termini di vite umane a 34.021. In concomitanza del centesimo giorno da quando il covid-19 è stato riscontrato ufficialmente in Brasile, il 26 febbraio, il Paese, come previsto dagli analisti, ha superato l’Italia nella drammatica graduatoria mondiale delle morti complessive riconducibili al virus. Per quanto riguarda i contagi il ministero della Salute ieri sera ha messo a bilancio quasi 31.000 nuovi casi, e il totale degli infetti ha superato quota 600.000. Dati che, una volta di più, confermano il Paese focolaio della pandemia in America Latina.

L’intera regione, al momento, è ritenuta dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) l’epicentro della pandemia nel mondo. Nei giorni scorsi funzionari dell’Oms ed esperti virologi hanno avvertito sul grave rischio di un peggioramento della situazione. Pericolo accentuatosi in Brasile dopo che nei giorni scorsi diversi governi regionali hanno avviato, poco opportunamente, processi graduali di riduzione delle misure di lockdown e reso più flessibili le norme sul distanziamento sociale.

Sul fronte internazionale ieri il segretario generale dell’Onu, António Guterres, partecipando al vertice Gavi, ha affermato che «il vaccino, da solo, non è abbastanza, abbiamo bisogno di solidarietà globale per garantire che ogni persona, ovunque, vi abbia accesso». Rivolgendosi ai partecipanti del Forum si è detto consapevole che «c’è ancora molto lavoro da fare» per sviluppare un vaccino contro il covid-19 e al tempo stesso ha fissato tre impegni chiave per il futuro imminente: «Trovare un modo sicuro per continuare a somministrare le vaccinazioni nonostante il covid-19, utilizzare le reti di consegna del vaccino per fornire una serie di altri servizi sanitari primari e assicurarsi, quando sarà disponibile il vaccino per il virus, che raggiunga tutti». Poco prima infatti aveva avvertito sulle difficoltà di attuare le abituali campagne vaccinali, a causa della situazione di emergenza creatasi con la pandemia di covid-19, affermando che «20 milioni di bambini non hanno il pieno complemento dei vaccini, e 1 su 5 non ne ha ricevuto nessuno».