· Città del Vaticano ·

Giubileo per la Terra

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Esperienze sul creato a un webinar promosso dal World Council of Churches

13 giugno 2020

Le tradizioni cristiane devono trovare sempre nuove forme di condivisione delle proprie riflessioni sul creato per favorire la definizione di nuovi processi economici che abbiano a cura il presente e il futuro del mondo: questo è stato il tema centrale di un webinar che si è tenuto l’8 giugno per rilanciare l’idea di un “Giubileo per la Terra”, pensato nel Tempo del creato 2020 per riaffermare l’importanza di questo tema nella vita dei cristiani di fronte alla pandemia del covid-19. L’incontro, intitolato Jubilee for the Earth: new rhythms, new hope, è stato promosso dal Consiglio ecumenico delle Chiese in collaborazione con una serie di organismi confessionali ed ecumenici (Anglican Communion Environmental Network, Christian Aid, European Christian Environmental Network, Global Catholic Climate Movement, Lausanne Creation Care Network, Lutheran World Federation, World Communion of Reformed Churches, World Evangelical Alliance), impegnati nella formulazione di teologia in grado di promuovere un’economia verde.

L’incontro, che ha visto la partecipazione di oltre ottocento persone, si è articolato in cinque interventi che hanno condiviso esperienze molto diverse, mostrando, ancora una volta, la profonda comunione che esiste tra i cristiani nella testimonianza ecumenica a favore della salvaguardia del creato, senza che questa debba essere circoscritta all’universo cristiano, dal momento che — come è stato più volte sottolineato durante il webinar — tanto più nel tempo di pandemia sono nate collaborazioni interreligiose sulla cura del creato.

Nel primo intervento, Rei Lemuel Crizaldo ha parlato di come le Chiese nelle Filippine hanno riscoperto, in queste ultime settimane, l’importanza di un’agricoltura familiare, con la creazione di orti parrocchiali, che sono state occasioni di accoglienza e di condivisione in un tempo di pandemia che ha portato alla solitudine per tanti; su questa strada appare significativo il recupero delle tradizioni delle popolazioni indigene che, per secoli, hanno coltivato un rapporto particolare con la terra. Sulle scelte da compiere per vivere in armonia con la creazione si è collocato l’intervento di Ruth Padilla DeBorst che ha portato l’esperienza della Costa Rica dove, proprio nel tempo del covid-19, si sono moltiplicate le riflessioni di come resistere al consumismo rilanciando l’idea che i cristiani devono capire, insieme, cosa serve realmente per la vita al netto della cultura del superfluo e dell’inutile.

Il reverendo Jostrom Kurethadam, a nome del Dicastero vaticano per il servizio dello sviluppo umano integrale, si è soffermato sulla dimensione biblica del giubileo, ricordando che la celebrazione di esso si apre con il riconoscimento dei propri peccati e che, quindi, i cristiani devono confessare cosa hanno fatto, per secoli, contro la terra, il mare e l’aria, provocando delle sperequazioni economiche che non possono essere più tollerate.

Martin Kopp ha proposto le tesi, redatte dalla Federazione protestante di Francia, per un radicale ripensamento dello stile di vita, quando questo è ispirato e guidato da una logica consumistica che deve essere abbandonata, mostrando così che è possibile vivere un tempo di giubileo biblico per la cura del creato. Infine, nell’ultimo intervento, Ruth Valerio ha voluto ricordare che è necessario riavviare l’economia secondo una visione cristiana per la quale tutte le persone sono uguali, sviluppando delle politiche universali in grado di tutelare i più deboli.

Con questo incontro si è voluto così indicare una speranza in un tempo di pandemia che mette a rischio tanti posti di lavoro, riaffermando l’importanza di vivere il tempo della creazione, dal 1° settembre al 4 ottobre, come “Giubileo della Terra”, così come è stato presentato nel sussidio pubblicato qualche settimana fa dal World Council of Churches. Celebrare il Giubileo della Terra vuol dire anche combattere la tentazione di andare oltre la cura del creato in nome della creazione di nuove opportunità economiche, anche se queste non tengono in alcun conto la riflessione che, da anni, le Chiese portano avanti per uno sviluppo economico radicato sulla salvaguardia del creato: questa riflessione appare ancora più necessaria proprio di fronte alle sofferenze e alle paure scatenate dal covid-19, quando i cristiani, insieme, devono proporre nuovi ritmi, alla luce della speranza evangelica.

di Riccardo Burigana