· Città del Vaticano ·

Dignità e sicurezza per i rifugiati

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All’Angelus appello del Pontefice all’indomani della Giornata mondiale celebrata su iniziativa delle Nazioni Unite

22 giugno 2020

Francesco chiede più responsabilità nella cura della casa comune e invita a pregare per i papà


La crisi provocata dalla pandemia ha aggravato la situazione già drammatica di tante persone costrette a lasciare la propria terra per sfuggire a pericoli e minacce incombenti. Da questa preoccupazione nasce il nuovo appello lanciato dal Papa al termine dell’Angelus di domenica 21 giugno, all’indomani della Giornata mondiale del rifugiato celebrata per iniziativa delle Nazioni Unite.

L’emergenza sanitaria — ha sottolineato il Pontefice rivolgendosi ai fedeli in piazza San Pietro dopo una riflessione sul brano evangelico di Matteo proposto dalla liturgia (10, 26-33) — «ha messo in luce l’esigenza di assicurare la necessaria protezione anche alle persone rifugiate, per garantire la loro dignità e sicurezza». Per questo Francesco ha invitato a pregare per «un rinnovato ed efficace impegno di tutti a favore della effettiva protezione di ogni essere umano, in particolare di quanti sono stati costretti a fuggire per situazioni di grave pericolo per loro o per le loro famiglie».

Un altro aspetto della pandemia su cui il Papa ha invitato a riflettere è la necessità di ripensare «il rapporto uomo-ambiente» alla luce delle ricadute “ecologiche” che restrizioni e distanziamento sociale hanno avuto nel periodo del lockdown. «La chiusura ha ridotto l’inquinamento — ha constatato — e ha fatto riscoprire la bellezza di tanti luoghi liberi dal traffico e dai rumori». Ora «con la ripresa delle attività, tutti dovremmo essere più responsabili della cura della casa comune» ha aggiunto, manifestando apprezzamento per «le molteplici iniziative che, in ogni parte del mondo, nascono “dal basso” e vanno in questo senso»: l’auspicio del Pontefice è che «possano favorire una cittadinanza sempre più consapevole di questo bene comune essenziale».

Successivamente, parlando della giornata dedicata ai padri che si è celebrata in Argentina e in altri Paesi del mondo, Francesco ha chiesto di pregare per «tutti i papà» — «un mestiere» non «facile», ha riconosciuto — e in particolare per coloro che hanno concluso l’esistenza terrena e «continuano a proteggerci dal Cielo». Infine un pensiero ai giovani, affidati all’intercessione di san Luigi Gonzaga, del quale ricorreva la memoria liturgica: «Un ragazzo pieno di amore per Dio e per il prossimo» lo ha definito, ricordando che «morì giovanissimo, qui a Roma, perché si prendeva cura dei malati di peste».

L'Angelus