· Città del Vaticano ·

La violenza domestica aumenta durante la pandemia

Dalla parte delle donne

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg
24 giugno 2020

«Gli uomini e i ragazzi che usano violenza su una donna non sono uomini» e coloro che chiudono gli occhi di fronte agli abusi sulle donne vanno considerati «complici». È quanto ha dichiarato il vice segretario generale delle Nazioni Unite, Amina Mohammed, denunciando in tempi di pandemia un aumento della violenza domestica a livello mondiale.

Il confinamento, hanno più volte avvertito le Nazioni Unite, esaspera le tensioni e lo stress causato dalla paura del virus, dai problemi sanitari e dalla mancanza di denaro. Inoltre rinforza l’isolamento delle donne che vivono con un partner violento perché il lockdown le ha costrette alla lontananza dalle persone amiche o dai familiari che le potrebbero aiutare. Dunque la pandemia è stata l’ambiente ideale, dietro le porte chiuse delle abitazioni, per lasciare mano libera ai comportamenti violenti e dominatori. Per questo da  Amina Mohammed è arrivato l’accorato appello rivolto a tutti, ma soprattutto agli uomini e ai ragazzi, di porre fine alla violenza sulle donne e di impegnarsi a rimanere al fianco e difendere le madri, le sorelle, le figlie e le compagne. «In tutto il mondo — ha sottolineato — la violenza nei confronti delle donne, compresa quella sessuale, è esplosa e numerosi casi hanno suscitato l’indignazione generale».  «Eppure — ha aggiunto  la rappresentante Onu — alcuni continuano a cercare di giocare il gioco più antico del mondo, quello di attribuire la colpa alla pandemia da covid-19, allo stress sociale ed economico, all’incertezza. E anche, scandalosamente, ad incolpare la vittima, la donna o peggio la ragazza. Si attribuisce la colpa della violenza a qualsiasi cosa, tranne che all’aggressore». «Siamo chiari — dice il vice segretario generale Onu — la violenza sessuale, ogni forma di violenza è semplicemente violenza. Non ci sono scuse che tengano, non c’è alcuna giustificazione e dunque si deve avere tolleranza zero contro questo fenomeno. Tutti dobbiamo reagire e condannarlo».

La rappresentante Onu, che è madre di quattro figlie, ha raccontato che sono stati i suoi figli ad esortarla a prendere posizione sul tema... «Mi hanno detto: si  tratta di un problema estremamente grave, presente in tutti i social media. Devi fare qualcosa. La gente ascolterà». «Quando ho chiesto loro che cosa girava sui social — prosegue — mi hanno detto che alcuni sostengono che la violenza non è giusta, ma altri dicono miseramente che le donne la chiedono!».

Per questo Mohammed  ha voluto lanciare un messaggio: «i ragazzi e gli uomini che commettono violenza su una donna sono deboli, si vergognano, sono i classici codardi». Ma tutti quelli che di fronte ad una donna vittima di abusi «chiudono gli occhi o fanno finta di non sentire, o sostengono che si tratta di una questione privata — rinforza Mohammed — sappiate che siete complici della violenza». La rappresentante Onu, infine, esorta: «prendetevi la responsabilità, parlate. State dalla parte di donne e ragazze. Sosteniamo la richiesta del segretario generale dell’Onu, António Guterres, di pace ovunque, nelle zone di guerra e nelle case. Uniamoci alle vittime della violenza, compreso lo stupro. Ascoltiamo le loro storie, cerchiamo di stare dalla parte della vittima». E, infine, agli uomini ricorda: «senza una donna e i suoi nove mesi di gravidanza, non sareste dove siete ora. Insieme dichiariamo con una sola voce: io sono #conLei».

di Anna Lisa Antonucci