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Brasile secondo Paese al mondo per numero di morti

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Allarme dell’Oms: sono in America Latina quattro delle dieci nazioni con più infezioni giornaliere da covid-19

13 giugno 2020

Il Brasile ieri ha superato la Gran Bretagna nella drammatica graduatoria dei decessi per cause riconducibili al covid-19. Con 41.828 morti complessive è diventato così il secondo Paese al mondo per numero di vittime, dietro solo agli Stati Uniti. Secondo il ministero della Salute brasiliano, che ha riportato 909 decessi e 26 mila nuovi contagi nelle ultime 24 ore, il Paese sudamericano ha raggiunto anche 828.810 casi positivi al nuovo coronavirus, confermandosi anche in questa classifica il secondo Paese al mondo, sempre dopo gli Usa.

Tre mesi e mezzo dopo il primo caso di contaminazione, il 26 febbraio a San Paolo, la diffusione del virus sta progredendo in modo preoccupante in Brasile. Secondo molti esperti della comunità scientifica le cifre relative alle contaminazioni potrebbero essere 10 o addirittura 15 volte più alte nella realtà, in quanto il numero di test eseguiti sulla popolazione è molto basso.

Dopo un periodo iniziale dove il virus si era diffuso principalmente negli Stati di San Paolo e Rio, e aver colpito con maggiore recrudescenza le grandi città in cui è più complicato mantenere le misure di distanziamento sociale, la pandemia si sta ora inesorabilmente diffondendo all’interno di questo immenso paese, mettendo a rischio i sistemi sanitari nelle città di medie e piccole dimensioni.

«La situazione in Brasile è preoccupante, tutti gli stati ne sono colpiti», ha dichiarato ieri Mike Ryan, direttore delle emergenze sanitarie dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), in una videoconferenza stampa. In Brasile «il sistema sanitario non è completamente sopraffatto, ma in alcune regioni c’è molta preoccupazione relativamente alla disponibilità di posti-letto di terapia intensiva», ha aggiunto il funzionario dell’Oms.

Ryan ha posto, con enfasi, l’attenzione sulla gravità della situazione della pandemia nell’intera regione latinoamericana, dove ha ricordato che ci sono quattro dei dieci Paesi che attualmente fanno segnare il maggior numero di infezioni quotidiane. Nelle ultime 24 ore l’intera regione ha fatto registrare oltre 49.000 nuovi positivi.

Allo stesso tempo ha sottolineato l’importanza della coerenza che i singoli governi devono conservare nel coordinare le strategie nella lotta al covid-19, poiché le popolazioni a volte ricevono consigli contraddittori dalle proprie autorità politiche. «I cittadini sono confusi se ascoltano messaggi diversi e devono essere certi di disporre delle migliori informazioni possibili per proteggere se stessi, i propri cari e le comunità» ha affermato il funzionario ed epidemiologo irlandese a capo dell’unità di crisi dell’Oms nella lotta al virus.

Intanto ieri il Cile ha fatto registrare un nuovo record dei nuovi casi giornalieri. Il ministero della Salute cileno ieri sera ha riferito di aver registrato in 24 ore 6.754 contagi al coronavirus nel Paese. Questi ultimi dati portano il totale dei positivi al coronavirus rilevati in Cile a 160.846, mentre le vittime sono 2.870. Il Paese si conferma così il terzo in America Latina per numero di contagi, dopo Brasile e Perú.